Nella cornice di un liceo romano vanno in scena e si intrecciano tre storie: un anziano professore di storia dell’arte (Roberto Herlitzka), cinico e depresso, viene contattato da una sua vecchia alunna, nel frattempo diventata un tecnico di laboratorio; la preside (Margherita Buy), rigida e distaccata, si ritrova a fare da infermiera a uno studente abbandonato dalla madre e ammalato di polmonite; il nuovo supplente di lettere (Riccardo Scamarcio) deve fare i conti con una studentessa distratta e menefreghista, che passa più tempo nei corridoi o in strada col fidanzato che in classe.

Quasi-commedia corale, Il rosso e il blu – dai colori con cui si usano correggere i compiti scritti degli studenti, a seconda della gravità dell’errore – fotografa la realtà scolastica italiana, disgraziata per definizione, con un misto di partecipata ironia e blando idealismo, mandando in scena tre personaggi diversamente (dis)illusi, tutti costretti a fare i conti con le proprie convinzioni – giudizi o pregiudizi che siano. Piccioni affida a Herlitzka uno di quei ruoli da istrione, clown triste, maschera tragicacomica, che tanto gli riescono bene, e nelle sue buffe sparate apocalittiche sullo stato degradato dell’intelletto adolescenziale (e i metodi di non insegnamento che ne conseguno) vivono i momenti migliori del film.

Più convenzionale il segmento semi-romantico di Scamarcio, mentre l’algida Buy che si scioglie in una riscoperta maternità alle prese con lo studente sfortunato ma di buon cuore fa venire due litri di latte alle ginocchia.
Alla fine il bilancio è comunque confortante, soprattutto per la levità dei toni (la mano di Piccioni si sente), ma il film resta sfilacciato e un po’ fuori fuoco.

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Mi piace
Herlitzka è, come spesso, irresistibile

Non mi piace
Il senso e la necessità del racconto sono sfuggevoli, vaghi, manca un po’ di convinzione

Consigliato a chi
Cerca una commedia amara, ma lieve, e ben recitata

Voto: 3/5

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