Finalmente! Un horror, come si deve, ‘vecchio stampo’direi, con una sceneggiatura interessante, effetti speciali ‘artigianali’ e non la solita accozzaglia computerizzata, un uso delle inquadrature (soprattutto dei chiaro scuri),e dei primi piani, molto bello e molto d’effetto. La storia, all’inizio, potrebbe sembrare la solita ambientazione della ‘casa infestata’.Con spiritelli da scacciare o esorcismi da compiere. Mano a mano che la narrazione prosegue però, ci si accorge che non è poi tutto così scontato. Di infestato qualcosa c’è ma si tratta del bambino, così simile a quello visto in ‘Shining’ di Kubrik (e non solo lui). Preso di mira dal demone che lo vuole a tutti i costi. La cui anima è perduta in un labirinto di stanze, in una casa popolata da altri spiriti cattivi, malvagi anzi. Inizia così l’odissea del genitore, il padre, più incredulo nell’accettare la situazione che si è creata.Un viaggio allucinante, alla ricerca dell’anima del suo bambino in mezzo al buio del male per riportarlo indietro e farlo tornare nel corpo che gli appartiene. Il padre che non conosce del tutto il suo passato, così simile a quello del figlio, e il cui destino (così come quello della sua famiglia)non è affatto roseo.

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