Ha diviso l’ultimo film di Nolan, ha diviso come mai successo prima. C’è chi è rimasto estasiato di fronte all’ultima sua opera e chi invece ha storto il naso in maniera più o meno eclatante evidenziandone i suoi ormai conosciuti limiti.
Io sinceramente appartengo alla prima categoria.
Nolan le cose le sa fare, è l’unico che si può permettere di fare film di quasi tre ore senza annoiare mai il pubblico. Può vantare al suo attivo successi esponenziali di critica e box- office, ogni suo film è un evento mondiale, è il regista del nuovo Millennio. Chiuso con Batman, Nolan torna alla fantascienza con un megafilm di portata epica. Sulla carta Interstellar voleva essere quello che è stato “2001” per la generazione degli anni 60’ e 70’,meglio mettere subito le cose in chiaro: non ci riesce, quello è uno dei più grandi capolavori della storia sono due film a parte, quindi trattiamoli come tali.
Non mi dilungo sulla trama, sarebbe una cosa troppa riduttiva visto la grandiosa portata del film, voglio procedere per di più, senza nessuna pretesa, a qualche commento.
Nolan è uno di quei registi che appena gli si presenta l’opportunità, anche solo per suscitare la più piccola delle emozione è capace di sacrificare “credibilità” e scrittura suscitando le iri dei più intransigenti e anche qui in Interstellar sono presenti scene abbastanza inutili, costellate da frasi fatte e battute scontate. Bene, tutto questo vale la pena? La mia risposta è SI. Trovatemi voi, in circolazione, un regista che a quei livelli, con quel budget e tutte le pressioni che questo comporta, riesca a tirarti fuori un film tanto personale e al contempo potente e stratificato come fa Nolan.
Il più grande merito di Nolan è quello di osare, di spingersi oltre, di mettersi in gioco provando a non emulare mai i suoi lavori precedenti ma rimanendo sempre fedele alla sua idea di cinema, riuscendo a suscitare nello spettatore i sentimenti più basilari come meraviglia e stupore. Emoziona Interstellar. Emoziona dalla prima all’ultima scena, fino ai titoli di coda.
Una nota di merito alla gestione del suono soprattutto quando a spadroneggiare è il silenzio dello spazio. Incredibile.

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