Tra i film considerati “figli di un Dio minore”, Kick Ass è sicuramente uno di quelli che ha raccolto molto meno di quanto dovuto in fatto di apprezzamento. Nonostante il cambio di regia con il testimone passato dalle mani di Matthew Vaughn a quelle di Jeff Wadlow, e tutta la difficoltà che comporta un sequel, la pellicola non batte ciglio, anzi. Kick Ass 2 è da considerarsi l’evoluzione di quanto visto nel primo capitolo. Esplosione allo stato puro, una chicca da godere senza sosta.

Evoluto, implementato, gasato. Il merito fondamentale in fatto di regia, sta proprio nel ricalcare in pieno lo stile precedente, gonfiandolo con scene mozzafiato dove azione, drama e comics si sposano in modo perfetto. Adrenalina pura, gag divertenti e quel pizzico di crudeltà che non può far stortare il naso, perchè si, il sangue si vede eccome, ma il contesto lo richiede senza farlo suonare volgare.

Meriti stilistici daccordo, ma i conti si fanno con l’oste. Il cast è sbalorditivo, brilla di assurda e variopinta conformità ed ogni ingranaggio è messo al posto giusto. Fuori dai giochi Big Daddy, alias Nicolas Cage, dentro Jim Carrey nei panni dello stravagante Colonnello Stars e Stripes. Ma sono i membri originali a far correre tutto il contorno sul binario giusto. Aaron Taylor-Johnson avrà anche fatto esperienze importanti in “Anna Karenina” e ne “Le Belve”, ma il suo Kick Ass è sempre il solito antieroe di buon cuore, perennemente impacciato, seppure maturato. Chloe Moretz, baby actress ma solo per l’anagrafe, è magnifica nel ruolo di Hit Girl e per quanto sembri immorale cimentarla in un soggetto cosi sgraziato, ne esce alla grande portando con se il meglio di molte scene del film. Perfino il villan di turno, tale Mother Fucker, impersonato da Christopher Mintz- Plasse è perfettamente in grado di catturare l’attenzione totale mettendo in scena un personaggio folle, violento e psicopatico. Bravi tutti, tutto bello.

La trama vien da se, o meglio, non serve complicare le cose. Da una parte ci sono i cattivi al soldo di Mother Fucker, con una Mother Russia che strizza l’occhio a Ivan Drago di Rocky, pronti a distruggere il mito di Kick Ass per poi prendersi l’intera città a colpi di dollari e violenza; dall’altra la coalizione dei nostri dove carisma, superpoteri e forza bruta, lasciano il posto alla volontà, al cuore e a costumi discutibili. A farne ancora il motore trainante del film, il totale contrasto tra l’assurdità del supereroe inserità nella realtà sociale urbana. Niente pistole laser, poteri telepatici o mostri mutanti: solo qualche scazzottata vecchio stile, un pò di arti marziali e discussioni tra bulletti di periferia. Sottotraccia il film lascia parecchio spazio alla Moretz (qualche uscita di troppo a dire il vero!). Il rapporto con David/Kick Ass raggiunge il culmine quando si trova a farne da chioccia. La loro alchimia è un altro colpo a segno della sceneggiatura, meravigliosi insieme.

Estremamente divertente, eccezionalmente ben fatto. Se il primo Kick Ass era uscito un pò in sordina, una timida scommessa, questo seguito gode di fondamenta più solide. La novità Jim Carrey offre una mezz’ora di straordinaria intensità, la colonna sonora è immensa, le didascalie fumettistiche, le scene d’azione, i dialoghi e tutto il resto suonano una musica celestiale. Impossibile non innamorarsi di Kick Ass.

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