Tre anni fa usciva al cinema Kick-Ass, adattamento più che riuscito dell’omonimo fumetto concepito dalla mente di Mark Millar (sue opere quali Wanted, Superman Red Son e Old Logan). Non ebbe un forte successo al botteghino, ma conquistò un’ampia fetta di pubblico, accaparrandosi giustamente l’appellativo di cult del genere cinecomic. Dato che Millar non riusciva a starsene con le mani in mano, quando la pellicola uscì aveva già finito di scriverne il seguito cartaceo, ma le possibilità di vederlo sul grande schermo, dati i non entusiasmanti incassi, erano quasi vane. Dal canto suo, Matthew Vaughn, il regista, spinse affinché si potesse arrivare ad un possibilità concreta di girare un sequel. Grazie anche al largo successo che ebbe il primo film dopo la sua uscita in Home Video, si spalancarono finalmente le porte della pre-produzione per il sequel: stesso nome del precedente, ma con un due di seguito, stesso regista, stesso cast. La felicità generale, però, venne meno quando lo stesso Vaughn decise di abbandonare la regia e rimanere solo in veste di produttore, per dirigere un altro sequel, quello del suo (fortunatissimo) X-Men: L’inizio (poi prontamente anch’esso abbandonato). La regia fu affidata a Jeff Wadlow, che, diciamolo, con soli due film alle spalle (e neanche entusiasmanti) non sembrava affatto una scelta riuscita, ma almeno la produzione poteva procedere. E lo ha fatto, portandoci finalmente in sala il secondo capitolo della saga del calcia sederi, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti.

Kick-Ass 2 si presenta come un cinecomic contaminato da una verve parodica delle teen-comedy odierne. Se lo spirito del primo film era tutto concentrato nella parodia dello stesso genere fumettistico-cinematografico, qui è mantenuto solo in parte e solo perché il tutto scaturisce dagli eventi avvenuti nel capitolo precedente. Tutte le storie dell’imparare che i veri eroi sono le persone comuni che decidono di dire basta, che se non si hanno grandi poteri non è detto che non si abbiano grandi responsabilità e strutture ideologiche simili, sono in parte accantonate per dare largo spazio all’evoluzione dei personaggi e alla loro presa di coscienza. Vedremo quindi meno la Hit Girl del primo capitolo, perché la necessità, ora, è quella di porla di fronte ai problemi che produce l’adolescenza e l’avere un “padre” che non è un supereroe, ma una vera figura paterna nel senso più stretto del termine. Chloe Mortz si conferma, comunque, una grande piccola attrice, regalando allo spettatore tante sfumature del suo personaggio che poche altre avrebbero saputo cogliere. Stesso discorso vale per il protagonista, Kick-Ass, anche se in termini diversi. Dave ha ormai abbandonato i panni dell’eroe mascherato e cerca di condurre una vita tranquilla, senonché la sua idea di supereroe si è instillata in una piccola parte della popolazione, portando alla nascita di tanti “giustizieri mascherati”; Dave decide di tornare in campo, per creare un Team e pattugliare le strade della sua città. Anche in questo caso, azione ed evoluzione hanno maggiore spazio dell’ideologia di fondo del fumetto. Il fatto è che si è pensato di rendere Kick-Ass 2 un film più muscoli che anima, anche se di anima ne ha eccome. Jeff Wadlow si è rivelato poi una scelta felice, dato che sia nel montaggio che nella regia d’azione fa il suo dovere egregiamente, regalando anche più di una scena mozzafiato e ben congeniata, nonché un cattivo ironico, cinico e goffo: Motherfucker, interpretato splendidamente dal ben ritrovato Christopher Mintz-Plasse. Ultimo appunto per Jim Carrey, talento qui poco sfruttato, ma in modo buono, e comunque imparagonabile all’ottimo Nicholas Cage del primo film.

Kick-Ass 2 tradisce solo in parte lo spirito che ha dato il successo al predecessore, ma in compenso ci guadagna in azione e scambi di battute (forse anche troppi), intrattenendo e divertendo per l’intera durata della pellicola. Non un ottimo sequel, ma certamente un buonissimo film.
Tremate, tremate, gli eroi fai da te son tornati a dar mazzate!

Voto: 7

Luca Ceccotti

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