La ditta Miyazaki padre e figlio funziona bene e si vede. La collina dei papaveri ne è la prova lampante.
Realizzato da Goro, con l’intervento di Hayao per quanto riguarda la sceneggiatura, questo film d’animazione rappresenta al meglio tutto ciò che di bello c’è in un paese come il Giappone, attraverso gli occhi di un’artista come Miyazaki senior, profondo conoscitore della propria terra. E quale periodo migliore per rappresentare tutto ciò se non quello degli anni sessanta? Più precisamente 1963, un anno prima della diciottesima edizione dei giochi olimpici che si svolse a Tokyo. Anni in cui il paese nipponico attraversa una fase importantissima della propria storia, uscendo dal disastro della Seconda Guerra Mondiale. Anni in cui gli antichi valori e le antiche tradizioni sono alla base dell’esistenza di ogni singolo cittadino della nazione.
Ma se a questi antichi valori e a queste antiche tradizioni si affiancano dei sentimenti come l’amicizia e l’amore sincero tra due ragazzi, si ha la ricetta perfetta per una storia emozionante.

Il film racconta la storia di due ragazzi, Umi di sedici anni e Shun di diciassette, e delle loro vite che per una serie di coincidenze si incroceranno e dalle quali, nascerà una profonda amicizia che ben presto muterà in un amore nascosto da entrambi e allo stesso tempo tormentato. Tormentato per via del passato poco chiaro delle loro famiglie che, per una serie di episodi, porterà Shun a credere di avere un legame di sangue con Umi. Trovandosi un muro emotivo eretto da quest’ultimo, Umi cercherà di trovare una spiegazione a tale comportamento e così facendo, verrà informata dei fatti dallo stesso Shun. La ragazza verrà travolta dalla disperazione per quel primo amore perduto senza neanche capire il perchè. Il tutto si risolverà con il ritorno della madre di lei dagli Stati Uniti, dove lavora come docente universitaria, facendo luce sul passato e sulle origini dei due ragazzi avendo così la possibilità di vivere senza ostacoli il loro amore reciproco.
Il tutto condito dal tema esposto prima.

Questo film è la fusione perfetta tra una delle più belle storie d’amore, resa realistica per come è vissuta dai due protagonisti, e l’orgoglio di una intera nazione, che attraverso la penna di Miyazaki ricorda con passione uno dei momenti più importanti della propria storia. E noi con loro.

Da non perdere.

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