“Abraham Lincoln l’ascia il segno!”

Se pensate che un film che abbia come protagonista un politico come Abraham Lincoln possa essere noioso o non interessarvi, fermatevi un istante prima di giudicare, perchè potreste ricredervi. A svecchiare un genere come quello storico, già trito e ritrito ci pensano Timur Bekmambetov e Tim Burton, produttore del film. Entrambi si tuffano con coraggio nell’ambiziosa sfida di fondere il genere storico con quello fantastico/horror; ma non sono soli, ad aiutarli nell’impresa c’è Seth Grahame-Smith, che per questo film si presta come sceneggiatore, ma che in realtà è uno scrittore, autore del libro “Abraham Lincoln – Vampire Hunter”, da cui il film prende ispirazione.

Non è un colossal, ma il mio motto è: De gustibus. E allora guardatelo, perchè così come potreste stufarvi e spegnere tutto dopo 30 minuti o meno, potreste invece appassionarvi e trovarlo assai godibile e scorrevole, proprio come è successo a me. Nulla di eccessivamente pesante, un film leggero ma dalle tematiche profonde e interessanti, da guardare tutto d’un fiato, e che mi ha lasciato con il sorriso sulle labbra, perchè nonostante i suoi pompatissimi effetti speciali (stupendi a mio parere), le sue continue forzature (come se in certi punti il film si fermasse per ritrovare subito dopo la forza di ripartire) e i suoi clichè, è stato capace di regalarmi un’ora e quaranta minuti di divertimento spensierato.

Fa poi ancora più piacere guardarlo se si pensa che ci sono ancora oggi artisti che trovano il coraggio di inventare qualcosa di nuovo in questo mare di cose già viste, o come in questo caso, di reinventare un genere e un personaggio ormai divenuti dei classici, regalando loro una sorta di ‘nuova giovinezza’.

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