Lo Hobbit è stato un film molto atteso, ovviamente soprattutto dai fan di Tolkien e della saga del Signore degli Anelli.
Le aspettative, come sempre accade in questi casi, erano molto alte ed è normale che il pubblico si divida in due: chi lo ha adorato e chi è stato deluso.

Io mi trovo nel mezzo, probabilmente anche per via del fatto che non ho letto il libro, quindi mi limito a valutare ciò che ho visto sul grande schermo e quello che è ho visto è stato un film epico, per quanto riguarda gli effetti speciali, le scenografie, la chimica fra gli attori e la bravura del cast, ma è anche stato certamente più “leggero” rispetto ai precedenti capitoli cinematografici della saga.
Lo Hobbit è infatti un fantasy che però non si è negato alcuni siparietti comici che hanno spezzato la pesantezza della trama e hanno permesso agli spettatori di passare quasi tre ore in sala senza accorgersi che il tempo passava.

Un vero fan troverà sicuramente molti dettagli discordanti, molti particolari diversi rispetto ai libri e molte scene non trasportate sul grande schermo, ma è quello che sempre accade. Non è mai possibile trasferire centinaia e centinaia di pagine in poche ore di pellicola, ma bisogna ammettere che questo risultato è più che sufficiente. La trama, per chi come me era all’oscuro dei fatti, è stata chiara e lineare e quindi ora si aspetta con pazienza il seguito di questo epico viaggio.

Come detto precedentemente, sono rimasta molto impressionata (positivamente) dagli effetti speciali. Sembravano davvero reali e non c’è stato un solo secondo in cui fosse palesemente evidente l’intervento del CGI. Quindi tanti complimenti a Peter Jackson che ha riconfermato il suo talento dimostrato precedentemente nel Signore degli Anelli.

Ovviamente bisogna riconoscere un grande merito anche a tutti gli attori, vecchi e nuovi. Chi conoscevamo già si è ridimostrato grandioso, in particolare gli interpreti di Gandalf e Gollum, e chi invece ha fatto il suo primo ingresso nella Terra di Mezzo ha dimostrato di saper essere all’altezza, nonostante la bassa statura (ho adorato tutti i nani e i loro nomi!).

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