L’amore non conosce età. Prendi un Pierce Brosnan nei panni di un imprenditore over 50 con pochi scrupoli e non molto tempo per pensare ai sentimenti, fino a quando non incontra “incidentalmente” la sua futura consuocera danese Ida. Prendi un incontro che non potrebbe essere più disastroso: lei gli tampona la macchina facendo retromarcia con l’auto (ma è il minimo che ti possa succedere quando sei appena uscita da una terapia anticancro e trovi tuo marito che ti tradisce in casa con la sciacquetta di turno), e lui le sbatte continuamente in faccia la sua superiorità e i suoi mille impegni. Metti tutto assieme, aggiungi una grande festa matrimoniale e uno scenario da sogno, e cos’altro può succedere se non lo scoccare della fatidica scintilla?

Chi, sentendo il nome Susanne Bier, si è immaginato di trovarsi di fronte a una pellicola impegnata e dura come In un mondo migliore, resetti tutto e pensi a tutt’altro. Qua siamo nel Sorrentino, la terra dei limoni, in un’antica villa rimessa a nuovo per il matrimonio di cui sopra. La Bier, che è danese, ambienta la pellicola in Italia, ma dà al film un’impronta da commedia hollywoodiana commerciale, un po’ nei paraggi di Mangia, prega, ama, in una storia in cui la vita – nonostante i colpi e l’età – ti dà una seconda chance.

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Mi piace: la location suggestiva, Brosnan e la voglia di collaudare una commedia romantica europea sulla falsariga di quelle hollywoodiane

Non mi piace: il miscasting dei due protagonisti che come coppia proprio non c’entrano un fico secco

Consigliato a chi: ama le commedie romantiche a dispetto di tutto

VOTO: 2/5

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