Anni Venti, Costa Azzurra. Stanley Crawford (Colin Firth), in arte Wei Ling Soo, è un celebre illusionista che riempie i teatri d’Europa con i suoi spettacoli di magia. In qualità di esperto in materia, Stanley viene chiamato in aiuto dall’amico e collega Howard per smascherare i trucchi con cui la sedicente medium Sophie Baker (Emma Stone) sta cercando di irretire la ricca famiglia americana dei Catledge. La giovane e bella Sophie è in grado, infatti, di mettersi in contatto con l’aldilà e riesce incredibilmente a conoscere tutti i dettagli delle vite delle persone che incontra. Chiunque la conosca resta ammaliato dai suoi poteri e dal suo fascino; tutti tranne il cinico e arrogante Stanley, che crede soltanto in Nietzsche e in tutto ciò che sia logico, scientifico e razionale. Lo scontro tra i due sembrerebbe inevitabile, ma mentre sono occupati a difendere ognuno la propria visione del mondo, nasce tra loro la magia più difficile da decifrare, quella dell’amore.
L’ultimo lavoro di Woody Allen si presenta come una commedia dai toni delicati e leggeri, che sfiora temi filosofici complessi senza approfondirli, concentrandosi principalmente sui sentimenti. Spicca una colonna sonora raffinata e ricercata, fondata quasi esclusivamente su musica jazz, che ci accompagna lungo magnifiche scogliere, panorami mozzafiato dai colori brillanti e vivaci, ville sontuose e giardini curati. Ottimi i costumi e le ambientazioni d’epoca, che confermano l’attenzione del regista per la fotografia.
Apprezzabili le interpretazioni di Colin Firth ed Emma Stone, che peccano forse come coppia e non riescono a convincere a pieno solo nelle scene più brillanti, a causa di una sceneggiatura a tratti troppo seriosa e solenne. Siamo lontani dall’introspezione psicologica e dalla ricerca interiore di Blue Jasmine, tuttavia filo conduttore dell’intero film sono i dubbi dei personaggi sul mondo intricatissimo e complesso delle relazioni interpersonali: cosa è vero e cosa è inganno? Di chi possiamo davvero fidarci?
Film tutto sommato piacevole e scorrevole, attrae più per l’atmosfera che riesce a creare che per la storia in se’. Poco importa se la trama risulta poco originale e il colpo di scena non stupisce più di tanto; un inevitabile lieto fine spalanca le porte a un ottimismo e a un romanticismo rassicuranti con cui Allen sembra dirci che qualsiasi risposta daremo alle nostre domande, è l’amore l’unica magia senza trucchi.

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