Volgare, a tratti omofobo, banale, scontato. Anche stavolta Massimo Boldi ha perso un’opportunità per andare in pensione. Il film di Boldi ha messo in scena il peggio del peggio dell’Italia: battute a sfondo sessuale, doppi sensi scontati tette e culi ad ogni scena, corpi di donna come solo oggetto di consumo mediatico. L’unica tematica attuale del film poteva essere l’incontro tra il finanziere (rappresentato come una vera piaga sociale, una specie d’ispettore che vive con l’unico obiettivo di trovare evasori fiscali ad ogni ora) e un evasore fiscale interpretato da Massimo Boldi. Incontro che ovviamente non sensibilizza il pubblico ma anzi lo diseduca sottolineando la fragilità morale del finanziere. Tutto questo contornato dal solito incrocio di coppie, di tentati tradimenti ecc. Non poteva mancare la presenza di Rocco Siffredi che interpreta uno stilista francese bisessuale: inutile raccontare le scene omofobe che ne scaturiscono. Il culmine è raggiunto nella scena in cui compare la prima volta (dove mangia una patatina). Recitazione scadente con il solito staff e battute “intramontabili” (Mamma mia comme sto!). Chiedo solo che non venga definito “un film per la famiglia”

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