Come per “Guardiani della Galassia” (“Guardians of the Galaxy”, 2014) quest’esordio registico è l’ennesima catastrofe cinematografica indirizzata a un pubblico adolescenziale bulimicamente quanto compulsivamente cresciuto a furor di console da playstation e comics seriali, ergo gongolante per l’overdose d’episodi pilota di saghe “young-adult”. Quanto il debutto del californiano Wes Ball sia derivativo è comprensibile in rapporto all’età anagrafica, il “box-office” dimostra che il filone è quello delle uova d’oro al punto ch’ormai se ne sta perdendo il computo. I gggiovani manifestano l’incredibile capacità di cogliere la benché minima sfumatura in tale apoteosi dell’eterno ritorno, alla medesima stregua del correlato “multilevel runner game” videoludico, ormai anch’esso immancabile nelle streategie del franchise.

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