Una Parigi in cartolina. Le prime immagini di “Midnight in Paris” si presentano agli occhi dello spettatore come una serie di bellissime cartoline della città; e l’amore di Allen per Parigi è assolutamente evidente, così tanto da far innamorare ognuno di noi anche dallo schermo cinematografico. La storia nasce da una riflessione sicuramente attuale: l’insoddisfazione dell’uomo nei confronti dell’epoca in cui vive. Quanti di noi, almeno una volta nella vita, non abbiamo desiderato vivere in un’epoca passata, un’epoca sicuramente migliore di quella attuale, quantomeno nel nostro immaginario? Allen fa diventare realtà il sogno del protagonista Gil (Owen Wilson): allo scoccare della mezzanotte questi sale su una macchina e finisce nella Parigi anni ’20; qui potrà incontrare tutti i suoi idoli letterari e non, ed in particolare una donna, Adriana (Marion Cotillard)musa di molti artisti dell’epoca, che lo rapirà completamente, fino a fargli perdere le certezze sul suo rapporto con la fidanzata Inez (Rachel McAdams). Questa bizzarra esperienza, con i relativi incontri, gli sarà di ispirazione per il suo racconto e per capire quanto il matrimonio con Inez sarebbe un passo sbagliato, ma anche per apprezzare l’epoca in cui vive, rendendosi conto che è meglio vivere appieno la propria esistenza nell’era moderna piuttosto che una vita di notte in un’epoca lontana.
La scelta di Owen Wilson come protagonista risulta senza dubbio azzeccata, così come quella di Marion Cotillard nel ruolo dell’affascinante Adriana; ma restano ben impressi anche il Dalì di Adrien Brody, e Hemingway con la sua parlantina e il suo odio verso il lavoro di chiunque altro, senza nemmeno conoscerlo. La regia e la fotografia impeccabili, personaggi e trama ben costruiti; le musiche assolutamente perfette. Manca, a mio avviso, il vero sarcasmo alla Allen, che indubbiamente è presente ma in modo molto meno marcato rispetto ai primi film.
Nel complesso il film non delude e regala un’ora e mezza di sorrisi e bei panorami.

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