Monuments Men: la recensione di Dolby MOVIE 5.1
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Monuments Men: la recensione di Dolby MOVIE 5.1

Monuments Men: la recensione di Dolby MOVIE 5.1

MONUMENTS MEN

voto 7/10

“Monuments men”, l’ultimo lavoro di George Clooney, è la storia vera di un team di esperti e critici d’arte che sulla fine della Seconda Guerra Mondiale viene inviato dal governo americano in una Germania ormai sull’orlo della capitolazione, per cercare di recuperare quante più opere d’arte dal valore inestimabile in mano ai nazisti, impedendo così la distruzione totale di un patrimonio che rischiava veramente di andare perduto per sempre.
Un lavoro senz’altro ben fatto questo di Clooney, che non avrà certo incassi da blockbuster, ma che con semplicità ci mostra le avventure di uomini che non certo avevano tra i loro sogni quelli di indossare uniformi militari e tenere un fucile in mano, ma che misero comunque loro stessi e le loro vite in gioco per compiere una missione non fine a se stessa, ma facente parte di un disegno più ampio, con un vantaggio per l’America, per l’arte, e per l’umanità tutta. Il team è composto da uomini prima ancora che da soldati.
Impacciati con le armi, dotati di un fisico e di un atletismo lontani anni luce da quelli di un vero soldato, i “Monuments Men” sono semplici uomini, appassionati del loro lavoro per il mondo dell’arte e con una grande sensibilità, che verrà messa a dura prova nei vari episodi della loro missione, non certo priva di ostacoli. Non è stavolta il conflitto Mondiale ad essere al centro dell’attenzione e a rubare la scena, ma le loro gesta per compiere un qualcosa che non avrebbe avuto un riscontro solo nell’immediato, ma anche nei tempi a venire. E protagonista del film è anche l’arte, uno dei più importanti patrimoni dell’umanità che il crudele “baffo austriaco” voleva riservare solo ed esclusivamente per sè e per i suoi sanguinari fedelissimi.
Il cast è una parata di stelle, con lo stesso regista Clooney capo del team in questione, Matt Damon, Jean Dujardin, Bill Murray, John Goodman, Hugh Bonneville, Bob Balaban e la candidata all’Oscar Cate Blanchett. Doveva essere della partita anche Daniel Craig, sostituito poi da Damon per impegni in altre pellicole dell’ultimo interprete di 007.
Bravo George.

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