“Nomi e cognomi” è il titolo del 3° album di Francesco Baccini, pubblicato nel 1992 e suo maggior successo commerciale. Mess’a confronto con l’omonim’esordio del neoregista Rizzo non c’è paragone: tant’incisivamente graffiante il disco del cantautore ligure quant’irritantemente malfatta quest’opera prima pseudocinematografica, al di sotto d’una qualunque puntata de “La piovra”. Le traversie produttiv’e la distribuzion’indipendente non possono giustificare un lavoro di qualità dilettantistico/amatoriale sia nella realizzazione tecnica sia nel taglio localistic’adottato che confuta l’assunto espress’in partenza fra i redattori: la mafia è ovunque. Film così non solo autodistruggono l’encomiabil’intenzioni di base, ma giungono persino al paradosso d’indurre a tifare per i cattivi piuttosto che per gl’eroi, mort’ammazzati quasi per un insan’impuls’al martirio come forma di suicidi’assistito. Antiprogandistico.

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