Nella mischia dei supereroi, dei robot e dei dinosauri, fa capolino ogni tanto un’idea alternativa, che rappresenta di per sé – nel luccicante mondo dei blockbuster americani da uno spaventiliardo di dollari – un rischio notevole. Now You See Me è quel rischio, supponiamo calcolato, nonostante sia costato ben 75 milioni di dollari (ma nel mondo ne ha già incassati più del doppio).

È la storia di una banda di maghi-rapinatori, al servizio di un misterioso incrocio tra Kayser Soze, David Copperfield e Robin Hood, un burattinaio che ruba ai ricchi per dare ai poveri, e che resta sempre dietro le quinte. La banda è composta da un prestigiatore (Jesse Eisenberg), un mentalista (Woody Harrelson), un’escapista (Isla Fisher) e… un borseggiatore (Dave Franco). I quattro vengono finanziati da Arthur Tressler (Michael Caine), miliardario arrogante, che mette in piedi spettacoli pirotecnici ai quattro angoli del mondo: spettacoli che si trasformano puntualmente in rapine. Il punto è che nessuno – e soprattutto l’FBI (incarnato da Mark Ruffalo e Melanie Laurent) – capisce come funzioni il trucco. L’unico che sembra sapere qualcosa è Thaddeus Bradley (Morgan Freeman), vecchia volpe dello showbiz specializzata nello smascherare i ciarlatani.

Ecco, se andate a vedere Now You See Me, la cosa importante è che non vi aspettiate un altro The Prestige: qui non c’è nessuna riflessione sul senso della creazione artistica, o sul valore della disciplina o sul confine tra scienza e magia. Now You See Me è un heist movie bello e buono, con il bonus di qualche divertente trovata illusionistica (per quanto abbia ancora senso parlare di illusioni all’interno di un cinema – il mainstream americano – che è un unico grande flusso di illusioni digitali). Un meccanismo di scatole cinesi, al centro del quale c’è l’identità del burattinaio. Il giochino funziona molto bene almeno per metà film, anche se è un po’ appesantito dalla regia di Louis Leterrier (Scontro tra Titani, Danny the Dog), uno che quasi non ti dà il tempo di capire cosa stai guardando, perché ha già staccato, o mosso altrove l’obiettivo.

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Mi piace
La contaminazione tra illusionismo e rapine su grande scala è un’idea vincente

Non mi piace
Leterrier gira con una frenesia a volte irritante 

Consigliato a chi
Cerca un film di rapine originale e sorprendente

Voto: 3/5

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