Percy Jackson ha salvato il mondo, ma si sente comunque un semidio molto modesto, tanto che comincia a sorgere in lui il dubbio che fino a questo momento i suoi successi siano stati solo il frutto della fortuna e che essere figlio di Poseidone possa essere una maledizione. Non ha però neanche il tempo di riflettere sulla questione, perché l’Albero Magico che protegge Campo mezzosangue dalle invasioni dei mostri è stato avvelenato e la barriera di protezione viene attaccata da un’orda di mostri mitologici che minaccia di distruggere il santuario dei semidei. Per salvare il loro unico rifugio, Percy e la sua banda devono imbarcarsi alla ricerca del leggendario Vello d’Oro in una odissea nel Mare dei mostri, meglio noto come il Triangolo delle Bermuda. Ma se Percy non riuscisse a ritrovare il Vello, Mezzosangue scomparirebbe per sempre e l’Olimpo crollerebbe.

Il secondo film, adattamento della celebre saga letteraria che conta milioni di fan in tutto il mondo, tenta di rendere l’avventura ancora più epica del capitolo precedente, ma l’obiettivo non viene raggiunto a pieno, non aggiungendo nulla di nuovo alla storia, che sembra già vista e già letta in precedenza. Per tutto il tempo si accompagna Percy verso la ricerca del tanto agognato Vello d’oro e in questo cammino insieme a lui e ai suoi compagni ne succedono di tutti i colori, ma tutto troppo in fretta. Quando poi gli eroi si ritrovano a dover combattere con il cattivo di turno durante il climax finale, il risultato è davvero insoddisfacente.

La pellicola ha sicuramente un alto valore produttivo: il regista Thor Freudenthal dirige le sequenze d’azione con competenza e uno degli aspetti migliori del film è la buona computer grafica (per quanto l’utilizzo del 3D sia del tutto inutile). Purtroppo la sceneggiatura, una fusione di mito antico e di moderna fantasia adolescenziale, sembra maldestra e forzata. I conflitti e i punti di svolta nella trama del film non sono impegnativi e maestosi, forse adatti al pubblico giovane a cui il film è rivolto. Sicuramente il cameratismo di Percy con i suoi amici, soprattutto Grover (Brandon T. Jackson) e Annabeth (Alexandra Daddario), si presenta come una relazione ben costruita: i personaggi sono uno dei punti forti del film e si fanno portatori dei messaggi chiave, dall’accettazione delle persone diverse da noi al fatto di dover combattere per decidere il nostro destino.

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Mi piace
Alcuni elementi della computer grafica e il buon affiatamento tra gli attori.

Non mi piace
L’uso del 3D inutile e la velocità con cui si risolve il conflitto finale.

Consigliato a chi
Ha visto il primo film e letto i libri della saga.

Voto: 2/5

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