Nel 1982 la Nasa manda nello spazio una capsula contenente le riprese di un campionato di videogiochi. Il filmato viene raccolto e visto da qualcuno, o meglio, da qualcosa.
Dopo 33 anni, gli alieni, che avevano scambiato le riprese in questione per una dichiarazione di guerra, arrivano sulla terra armati di una versione reale e un po’ più violenta, di quelli che sono stati i compagni di gioco della maggior parte degli spettatori in sala: Pac-Man, Space Invaders, Galaca, Centipede e Donkey kong.
L’esercito e la difesa nazionale nulla possono contro quei nemici pixelati, che possono essere sconfitti con un unica arma: il joystick.
Ed è qui che Sam Brenner (Adam Sandler), Will Cooper (Kevin James), Ludlow Lamonsoff (Josh Gad ) ed Eddie Plant (Peter dinlage) quattro uomini che negli anni 80 più e più volte hanno salvato il mondo da questi stessi nemici,anche se fra quattro mura di una sicura sala giochi,si trasformano da nerd emancipati ad unica speranza per l’umanità.
Misto tra Independence Day, Ghostbuster e Ralph spaccatutto, Pixels, l’ action- comedy diretta da Chris Columbus, segue l’impostazione da “film per le famiglie”, ma riesce a coinvolgere e appassionare sul serio solo i “genitori”: reali e profondi conoscitori del mondo videoludico in due dimensioni protagonista della pellicola.
L’incontro tra le due generazioni, che nella trama di Pixels funziona e ha un suo perchè, non ha invece lo stesso successo nella realtà dove, la generazione della Ps4 non riesce ad apprezzare davvero la pellicola: che in fin dei conti rappresenta un mondo che non può e non vuole conoscere.
La comicità della pellicola resta comunque salva grazie a Peter Dinklage e Josh Gad, mentre Sandler perde colpi, portando in scena delle performance che ormai non hanno più nulla di comico.
Nel complesso Pixels è un film gradevole, un piacevole passatempo, che di sicuro sarà alla base d’interessanti dibattiti padre/figlio sul “videogioco più bello di sempre”.

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