Un inno di amore agli anni ’80, sfacciato nei primi minuti fatti di biciclette, sale giochi e vestiti orrendi, ma che si protrae per tutta la pellicola: Pixels ci sbatte in faccia un immaginario che non invecchia di un minuto e resta sempre un piacere per occhi e orecchie.
Il film di per sè ha semplicemente del miracoloso nel non essere un tripudio trash, basandosi su un plot che vede gli alieni attaccarci a colpi di videogames vintage. Certamente non si parla di capolavoro, ma il solo fatto di aver tirato fuori da una premessa simile una storia che intrattiene e sta -abbastanza- in piedi è davvero un ottimo risultato.
Il cast è azzeccato, con il solito ottimo Dinklage e un Josh Gad davvero capace come spalla comica; Sandler e Kevin James riescono a non essere fastidiosi, cosa niente affatto scontata, soprattutto per il primo. Quanto alla controparte femminile, Michelle Monaghan è sempre bellissima e il suo personaggio divertente, mentre una delle Pretty little liars ha una parte abbastanza…bidimensionale.
Pixels si affaccia, purtroppo solo abbozzandoli, anche a sottotesti interessanti: tramite un incontro tra diverse generazioni a confronto, si capisce come sia importante, nella vita, andare al di là degli schemi.

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