Docu film sulla vita ( politica ) di Enrico Berlinguer. Il film, in senso stretto, dura una manciata di minuti. Quelli relativi al furbesco e straordinario incipit, con in apertura un raggelante focus che punta il dito contro la ( presunta ) ignoranza di studenti di Tor Vergata e La Sapienza che scambiano il leader politico per uno scrittore ( francese per alcuni ) o per un eurodeputato coreano. Poi una vecchia foto, che si perde in un campo lungo su una piazza San Giovanni deserta e in bianco e nera, che un flashback cromatico e visivo mutua in un luogo sacro, completamente rosso, affollato di gente nel giorno del funerale del politico del Pci. Infine il sommo Marcello Mastroianni ( dal biografico a lui dedicato a suo tempo ) che con la sua immortale presenza e la cadenza sofferta ci insegna ancora una volta che la memoria , di qualunque tipo, va conservata e alimentata per non farla scomparire nel tempo. Fine del film. Poi si passa al documentario. Dove è’ davvero difficile trovare una chiave di lettura apolitica, asettica e neutrale, oggettiva e non celebrativa.
Senza giudicare quindi il contenuto purtroppo ci troviamo di fronte a una caotica alternanza , temporale e di argomenti, di girati scolastici di una piattezza unica, di testimonianze non incisive ( si fatica a capire addirittura le parole in alcuni interventi , tra i quali Ingrao, Tortorella, Macaluso) salvate solo in parte dalla classe di Bianca, la pacatezza di Scalfari e la schiettezza ( pensa te e’ ) di Jovanotti. A chiudere il cerchio della frammentazione della linearità i documenti filmati dell’epoca ( la cosa migliore tra l’altro ) che senza troppa logica narrativa vengono inseriti di continuo ( come se raccontassi la coppa del mondo e parto dagli ottavi, poi vado alla finale per finire ai quarti ). Qualcosa di buono nel finale c e ma aleggia sempre il fantasma del documentario scolastico che ti lascia ben poco

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