Terrorizzato da un potenziale remake della frankcapriana carola natalizia del 2000 con Cage e la Leoni, pur’io mi sono ricreduto man mano che l’esordio di Mark Williams scorreva davanti e dentro di me. Ben detto, Niola, davvero “c’è qualcosa in questo film così naive che si muove nelle pieghe, tra scena e scena, qualcosa di misterioso e inaspettatamente coinvolgente. […] Anche il meno originale dei colpi di scena […] diventa un momento di buon cinema serio, ricercato e a lungo atteso”. Ho letto ch’al personaggio di Butler torna a girar tutto nel verso giusto per un’evidente questione di karma, termine & concetto al momento inevitabili. Io invece ho pensato al tomano “bonum est diffusivum sui”, la contagiosità del bene morale. E non perché l’esordiente cineasta abbia saput’evitare i cliché del caso, m’al contrario perché, affrrontandoli a uno a uno, l’ha saputi trascendere finendo col rendersi credibile o quantomeno plausibile.

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