Il pugilato è cambiato, e ora sul ring salgono soltanto robot giganti per scontri all’ultimo bullone. Hugh Jackman è Charlie Keaton, un ex pugile in declino che passa il tempo a far combattere giganti d’acciaio con scarso successo. La sua vita cambia radicalmente quando Charlie si ritrova a dover badare a quel figlio di 11 anni che ha volutamente abbandonato per sfuggire alle sue responsabilità di padre. A unire i due è la scoperta di un robot vecchio e scassato ma dal talento inaspettato, che porteranno a combattere contro i grandi campioni di questa nuova boxe.

Hugh Jackman si cala alla perfezione nei panni dell’eterno Peter-Pan, costretto ad affrontare la realtà soltanto dal confronto con il figlio Max (Dakota Goyo). Come per Transformers, i robot sono estremamente realistici, e i loro combattimenti riescono a coinvolgere lo spettatore in prima persona, senza mai gettare ombra sul commovente rapporto padre-figlio. Non convincono, invece, i “cattivi” del film, che sembrano pensati più per un target under 12 che per un pubblico più eterogeneo, presentandosi come semplici caricature. Resta sullo sfondo anche l’incantevole Evangeline Lilly (la Kate di Lost): quasi un “tappabuchi”, nel ruolo della sexy controparte femminile del protagonista.

In conclusione, nonostante i numerosi combattimenti tra giganti di acciaio, Real Steel resta una toccante storia di un rapporto tra padre e figlio che coinvolgerà anche i meno amanti dell’azione.

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Mi piace:
Il commovente rapporto padre-figlio e il realismo degli scontri sul ring dei robot d’acciaio.

Non mi piace:
L’identità e la personalità del robot protagonista è poco sviluppata. I “cattivi” sono poco credibili.

Consigliato a chi:
Amam l’azione condita dai sentimenti.

Voto:
3/5

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