Forse un giorno Sucker Punch sarà considerato il manifesto di un Nuovo Cinema Action, ibridato con i videogames e il fumetto, costruito per associazioni grafiche e di immaginario, antinarrativo. Un accumulo di sequenze che sono variazioni coreografiche sul tema del combattimento (corpo a corpo, all’arma bianca, con armi da fuoco…), che ripetono se stesse riciclandosi all’infinito, con slittamenti minimi. Di questo cinema Resident Evil: Retribution sarà considerato un esempio mirabile, perfetto nella teoria e nella pratica. Fin dai titoli di testa e dalla sequenza di apertura, che ripete la stessa scena due volte (prima in rewind, poi in avanti) – una scena, si noti, presa dal finale di Resident Evil: Afterlife – intervallandola a un recap di quanto accaduto nelle precedenti quattro puntate della saga. Con il risultato che, dopo venti minuti di film, ancora non abbiamo visto niente di nuovo.

Ma è solo l’inizio: essendo ormai Alice (sempre Milla Jovovich) morta/rinata/clonata un numero imprecisato di volte, e avendo già vinto e perso tutti gli scontri/battaglie possibili e immaginabili, il prolungamento narrativo della sua storia è virtualmente impossibile. Quindi Paul W.S. Anderson riprende tutto quel che è già stato e lo rimastica ancora, in un delirio di basi sotterranee, mondi virtuali, mostri polimorfi, mega-bombe in attesa di esplodere, maligne intelligenze artificiali e combattimenti al rallentatore. Un dizionario.

Il film, in sé – quel che ne resta – è un film di fuga, la cronaca dell’ennesimo tentativo di Alice di fuggire da una gigantesca struttura subacquea dove la solita Umbrella, clonando all’infinito esseri umani, popola strutture che simulano le grandi capitali europee e asiatiche (Londra, Tokyo, Mosca, ma anche la provincia residenziale americana) per verificare gli effetti del suo letale virus-T sulla popolazione. Una simulazione all’ennesima potenza: un film che simula se stesso e il proprio passato ambientandosi in una base in cui la realtà è simulata. E alla fine, nonostante alcune sequenze non siano affatto da buttare (la prima uscita nella Tokyo notturna, che a poco a poco si popola di mostri, ad esempio, o i combattimenti con gli zombie nel corridoio illuminato), non si è in grado di dire se quel che si è visto è molto o assolutamente niente (anche se un sospetto viene…). Il Nuovo Cinema Action è così.

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Mi piace
Alcune sequenze, singolarmente prese, sono altamente spettacolari

Non mi piace
Il film è una specie di fiera del riciclo di cui si fatica a capire il senso

Consigliato a chi
Ai fan della Saga, e a tutti quelli che di un film apprezzano più i picchi di adrenalina che la storia

Voto: 2/5

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