“Nel processo di abbrutimento dei popoli, che in Italia si manifesta nella rivalutazione di film atroci come quasi tutti quelli con Totò e tutti, proprio tutti quelli di Franchi & Ingrassia, ‘Scemo & più scemo’ si mette in fila per essere considerato fra vent’anni un capolavoro” (Maurizio Cabona, ‘Il Giornale’, 3 ottobre 1995). Poco d’aggiungere: l’esordio dei Farrelly fu realmente “fiacco e di [s]concertante prevedibilità”, ottenne un cospicuo successo commerciale (più di 400 milioni di dollari globalmente), ma solo in seguito diventò un cult meritevole d’un prequel nel 2003 e d’un sequel quest’anno. Predizione azzeccata, non ci voleva molto acume. Stavolta le battute e le trovate azzeccate non mancano, il problema sorge dall’impari confronto coi Farrelly stratosferici di “Kingpin”.

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