Sherlock Holmes: Gioco Di Ombre, lo scacco di Guy
Se con il racconto The Final Problem Sir Arthur Conan Doyle aveva deciso di far sparire Sherlock Holmes dalla faccia dell’Inghilterra, Mr. Ritchie lo riporta in vita: in questo secondo capitolo ritroviamo infatti l’investigatore più famoso (e cinico) del mondo, accompagnato dall’immancabile e fedele compagno di (dis)avventure, il dottor Watson, in uno scontro con il professor Moriarty, la mente criminale più formidabile d’Europa. Questo seguito non è affatto elementare come si poteva credere, anche se gli ingredienti principali non sono affatto cambiati: abbondante azione, tanta suspense, colpi di scena a volontà, un immancabile pizzico di ironia e il piatto è servito. Un piatto di grande successo a vedere gli incassi al botteghino, e il periodo natalizio non è ancora finito perciò dobbiamo aspettarci di tutto.
Quest’ultima creatura piace e si vede: la trama del maestro Doyle è ben visibile, seppur alterata in alcuni punti dalla presenza di alcuni personaggi nuovi o del tutto inventati, come zingara Simsa (la bravissima Noomi Rapace) oppure da tuffi spiacevoli e balli improbabili. Oltre alla già citata Simsa, tutta fascino e azione, gli altri protagonisti non sono da meno, anzi: la nemesi di Holmes, Moriarty, non avrebbe potuto avere interprete migliore di Jared Harris che è riuscito a rendere in maniera magistrale un uomo furbo e geniale, ma infinitamente subdolo e malvagio; e che dire di Stephen Fry, nei panni di Mycroft Holmes, il fratello del più celebre Sherlock, ma non meno acuto e brillante, oltre che ironico. Mancano solo i due “fuochi”: Watson, il talentuoso e affascinante Jude Law, è molto più pungente e si fa notare maggiormente rispetto al primo film; non è più solo una spalla, ma il vero e proprio completamento di Holmes, come al solito (fortunatamente) interpretato da Robert Downey Jr., che sfodera ancora una volta le sue enormi capacità, dimostrando di essere uno degli attori più validi del momento, oltre che della sua generazione. Tra le due star Guy installa molte scene ambigue ed equivoche, per la gioia delle fan che sperano in un terzo film al “bacio” in tutti i sensi.
Chi non ha amato particolarmente il primo, adorerà il secondo rimanendo affascinato da un “gioco di ombre” intricato e coinvolgente, capace di lasciarvi a volte con un po’ d’amaro in bocca, ma regalandovi il dolce sapore della soddisfazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film