Recensione seria: c’è Eva Green praticamente sempre a tette al vento per tutto l’arco del suo episodio. Basta e avanza per correre in sala e gustarsi le forme della divina, magari in 3D. Il resto ci interessa poco. Recensione non seria: 10 anni dopo torna il noir cult della town scura di metà secolo scorso, contestualizzata ai giorni nostri. Riecco la coppia Rodriguez – Miller che pur non raggiungendo il livello del capostipite, confezionano un gioiellino che supera anche le aspettative. Riecco la Città, centro di corruzione, di potere, di violenza, di peccato e redenzione, di amore e odio, vita e morte. Riecco i personaggi storici, con l’aggiunta di new entry, che parlano poco ma pensano tanto ( sempre bello l’espediente narrativo di sostituire la voce fuori campo con la voce dell’anima) e agiscono di conseguenza. Stavolta però al potere forte degli uomini si contrappone la Donna, che diventa il centro nevralgico della città, la scintilla che fa muovere le pedine, manipolatrice di corpo e mente ( Eva Green), tessitrice di vendetta (Jessica Alba ) ma anche compassionevole come una madre e focosa come una amante ( Rosario Dawson ). 4 gli episodi che si intrecciano tra loro, che creano un mix sempre il bilico tra il sequel e il prequel, con una narrazione che ha ( volutamente ) poca amalgama, con continue rotture che, invece di frantumare la trama, rafforzano e legano luoghi e personaggi, tempo e azione. Sin City si ama o si odia. Fate voi. Però non lascia sicuramente indifferenti

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