Smetto quando voglio: la recensione di Dolby MOVIE 5.1
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Smetto quando voglio: la recensione di Dolby MOVIE 5.1

Smetto quando voglio: la recensione di Dolby MOVIE 5.1

SMETTO QUANDO VOGLIO

voto : 6.5/10

La banda dei sette. Roma. Pietro, 37 anni, ricercatore all’ università con un assegno che non verrà più rinnovato. Una casa da mantenere, una ragazza alla quale non riesce a dare questa brutta notizia. E allora arriva un’idea nella sua testa.
Una formula chimica che non figura nell’ “elenco dei cattivi” del Ministero della salute, 6 ricercatori che come lui, hanno un grande cervello e fanno una vita ai limiti del precariato, una nuova ”pasticchina” che ti fa letteralmente sballare. La banda che così viene formata fa semplicemente quello che sa fare: ricavare soldi e benessere utilizzando le loro immense conoscenze didattiche, per dare una svolta alle loro vite.
Sicuramente sopra la sufficienza l’esordio dietro la macchina da presa di Sydney Sibilia, classe 81’, che con il film “Smetto quando voglio” ci regala uno spaccato della situazione di molti laureati nei giorni della crisi. Tanto studio, sacrificio, pezzi di carta in mano, ma niente lavoro, per i tagli, per la poca disponibilità di risorse. Tutto sembra negativo, ma forse quello che il film ci dice implicitamente tramite l’idea che la banda ha per sbarcare il lunario è che chi ha testa ha sempre e comunque un asso nella manica sempre pronto, per poter rimediare, per poter cambiare le cose.
Sibilia ci racconta tutto ciò con un film che a tratti sembra prendere molto dal cinema americano (la gang, le inquadrature aeree notturne di Roma, il ritmo frenetico delle scene, gli eccessi dei protagonisti non appena le banconote guadagnate diventano molte), e anche l’idea di far soldi creando una nuova sostanza chimica sa molto di Breaking Bad in salsa nostrana. Non mancano momenti di ilarità, l’ironia regna sovrana lungo tutto l’evolversi dei fatti, i personaggi hanno un loro background, forse non tutti ben solidi, ma ce l’hanno. Nota negativa, il film dopo una partenza a mille si perde un poco dopo la metà, con un’accelerata finale che poteva essere sicuramente meglio gestita.
Si presenta comunque bene Sibilia nel mondo cinematografico italiano, le cose da migliorare ci sono, c’è uno stile proprio da trovare e definire, ma con questa pellicola riesce a darci un messaggio non banale facendoci però divertire e non poco per 90 minuti.

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