Spy è una divertente commedia, più della solita parodia di film di genere, e a pochi passi falsi dall’essere un’ottima pellicola.
L’istrionica Melissa McCarthy è Susan, segretamente innamorata dell’agente segreto Fine (un Jude Law nella parte del figone, pur se prossimo all’essere fuori tempo massimo), nonchè suo partner da scrivania nelle missioni.
Proprio Susan si ritroverà ad agire in campo, scaturendo, con alternanza, risate e gag generate da una donna sovrappeso e per anni impiegata che si ritrova a inseguire, sparare e ammazzare male i criminali! Tra la lingua senza freni della McCarthy e i surreali combattimenti ( il primo scontro tra Susan e ‘pisellone’ vi farà cadere dalla sedia ), le risate sono quasi sempre assicurate.
Dico ‘quasi’ perchè alcuni elementi comici proprio stonano, come l’agente italiano ninfomane; qui entra anche in gioco del sano patriottismo, ma certamente il doppiaggio forzatamente burino non ha aiutato; inoltre, il secondo tempo prende una piega decisamente più scontata a livello narrativo.
Nonostante questo, altri comprimari sono degne spalle della McCarthy, uno su tutti Statham che nella parte di parodia vivente della sua filmografia è semplicemente eccezionale, con continue one-line che, diciamo eufemisticamente, esaltano il suo machismo da spia; i combattimenti sono inaspettatamente serrati e in alcuni casi virano su uno splatter altrettanto imprevedibile -ma questo non è necessariamente un pregio.
Persino il camero di 50 Cent non è orribile come si potrebbe pensare! Spy si dimostra quindi una commedia sopra la media, lontano dal capolavoro ma che merita senz’altro la visione, anche solo perchè mostra una figura femminile forte, che rielabora il genere e fa ridere, per la maggior parte, per lei e non di lei.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film