Star wars “Gli ultimi Jedi” non é un film perfetto, sicuramente più confuso e caotico rispetto al precedente di JJ Abrams, il quale aveva diretto un sequel a metà tra nostalgia e innovazione senza allontanarsi troppo dalla scia narrativa che aveva caratterizzato la prima trilogia, costruendo un prodotto (forse fin troppo) equilibrato che strizzando l’occhio ad “Una nuova speranza” cercava di accontentare tutti i fan della saga. Rian Johnson al contrario, parte dalla base di fondo lasciata dal Risveglio della Forza per poi stravolgere tutte le carte, in un continuo alternarsi di plot twist e colpi di scena disseminati nelle 2 ore e mezza della pellicola, che ribaltano completamente l’universo dei Jedi così come lo avevamo conosciuto.

Se la storia, come da copione, procede su due piani paralleli distinti: da un lato la sempre più complicata opposizione al Primo Ordine da parte dei rimasugli della Resistenza capeggiata dal generale Leia Organa, dall’altro la vicenda di Rey e Luke alla quale si lega tutto l’universo dei Jedi e soprattutto Kylo Ren (attraverso uno degli spunti più sorprendenti del film che ricorda un certo legame Harry Potter – Voldemort) , senza dubbio il personaggio migliore di questo seguito, grazie all’originale evoluzione che la sceneggiatura (sempre di Johnson) gli concede nel corso dell’intreccio; si finisce poi per abbattere la distinzione tra bene e male, così calcata nella trilogia originale e al contrario così sottile e perfino letteralmente distrutta in questo ottavo capitolo. Johnson abbatte questo schema stereotipato, mostrando la colpevolezza di ogni personaggio all’interno della vicenda e prendendosi numerose libertà narrative, alcune delle quali restano incomplete divenendo un ulteriore punto interrogativo per il sequel. Gli ultimi Jedi alterna il dramma all’ironia e al sarcasmo (per alcuni forse eccessivo a mio parere azzeccato), il combattimento fisico alla lotta interiore e un buon interrogativo sul confine tra bene e male, tra luce ed oscurità (sono davvero due realtà così antitetiche e diverse?), che mostrerà al pubblico un Luke Skywalker profondamente cambiato dal Ritorno dello Jedi.

Visivamente il film é stupefacente in alcune parti, come nella scena ambientata all’interno della “sala del trono” di Snoke, e nella battaglia finale che si svolge sul pianeta di sale dove Johnson gioca con il contrasto cromatico rosso-bianco ottenendo degli effetti cinematograficamente riusciti, ma risulta essere meno convincente nei combattimenti spaziali. Se Abrams era stato davvero bravo nel gestire le scene di azione  ambientate nello spazio, negli Ultimi Jedi il digitale appare fin troppo evidente ( cosa che non ci si aspetterebbe da una casa di produzione come la Disney) e gli scontri tra gli star destroyer del Primo Ordine e la flotta della Resistenza sono molto confusi e gestiti con troppa foga, con continui stacchi di inquadrature differenti. Non mancano comunque i riferimenti alla vecchia saga che accontenteranno i nostalgici, nonostante sia evidente il cambio radicale di rotta ( forse dopo la spinta positiva di Rogue one) che il regista ha voluto imprimere al mondo di Star Wars, con uno stile originale, che mira a divertire e a scioccare lo spettatore, a volte in maniera fulminea, lasciando qua e là qualche buco di sceneggiatura (colmabile?)

Nel complesso un film di Star Wars che si separa dal mondo di Star Wars, una pellicola sicuramente diversa da tutte le altre, un prodotto ardito e molto coraggioso che può piacere o meno ( la critica e il pubblico sono infatti spaccati in due) ma che va lodato per la propria personalità e audacia. Finalmente si é deciso di portare una ventata di freschezza e novità anche in un mondo che sembrava in apparenza così solido e impenetrabile come quello di Guerre stellari, mescolando elementi differenti, frammentato le sicurezze acquisite e mostrando personaggi meno piatti in grado di dare una svolta anche radicale al racconto, rimanendo pur confinati nei limiti di un prodotto Disney finalizzato alla vendita e ad attirare l’attenzione di grandi e piccini. Non ci resta quindi che aspettare  l’epilogo di questa nuova (prima) trilogia che vedrà il ritorno dietro alla macchina da presa di Abrams.

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