Seth MacFarlane è uno che gode di ottime referenze, soprattutto per tutti quelli che conoscono la sua creatura più geniale, la Famiglia Griffin. L’impronta di Ted viaggia indiscutibilmente su questi binari e il tocco del regista si vede eccome. Comicità sboccata, battute razziali e pizzichi di satira danno alla luce un film volgare, scorretto ma dall’altissimo tasso di divertimento. Non si possono fare commenti bigotti o bacchettoni. siamo pienamente consapevoli a cosa andiamo in contro. Stacchiamo la spina, entriamo in sala e ci concediamo, una volta tanto, poco più di un’ora e mezza di totale relax.

Ted è un orso di peluches vivo che nasce dal desiderio di un bambino dall’infanzia difficile. John è solo, emarginato dagli altri bambini che non lo accettano. L’unico compagno di giochi è un orsetto di peluche regalatogli dai genitori. Morbosamente attaccato al nuovo amico, desidera fortemente che possa prendere vita. E una volta avvenuto il miracolo, la vita con Ted vive di una quotidiana escalation ai piani alti della trasgressione. Più umano di quanto abbia mai potuto immaginare, Ted fa uso di droghe, conosce il sesso e rende difficile il rapporto di John con la fidanzata Lori. L’ultimatum di quest’ultima, diventa un giorno inevitabile.

Ted è simpatico fin dal primo minuto. Vuoi per l’aspetto amorevole (chi non ha mai voluto bene a un orsetto di peluches!), vuoi per la voce di Mino Caprio che rimanda d’istinto al leggendario imbranato Peter Griffin. Il film corre su di lui e sul rapporto con John, un Mark Wahlberg sempre più polivalente. Commediola spinta, folle, a tratti esagerata, la pellicola mantiene le non troppo ambiziose promesse di far ridere senza vergognarsi. Il rovescio della medaglia? Che le scene dove Ted non è presente possano annoiare un pò. Ma salvo qualche piccolo caso, anche la parte di film “umana” si salva senza troppi problemi. D’altronde con due pezzi da novanta sullo schermo quali la splendida Mila Kunis e il già citato Wahlberg, molto viene da sé. Quello che forse storce un po’ il naso è il segmento del rapimento da parte del padre e del figlio. Scena che “forza” la trama del film ma che, anche qui, viene salvata, neanche fosse un supereroe, dallo spirito beffardo e arrogantello di Ted.

In conclusione il film vale il biglietto. Non è cinema d’autore ma è cinema nel senso più commerciale: risate e popcorn. Numerosi i camei. Ryan Reynolds, Nora Jones e il Flash Gordon anni ’80, Sam Jones, su tutti.

Da vedere perché si ride, c’è un orso di peluches sballato, che ha un ottima spalla come Walhberg, e c’è anche Mila Kunis, già doppiatrice di Meg Griffin per contro sempre di MacFarlane. Anche se la sua non è una prestazione da oscar, da vedere è sempre più che piacevole.

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