Per una sera possiamo anche saltare le feste in spiaggia. Bello finalmente, rivedere la gente in sala dopo un mese di triste assenteismo. Torna l’Uomo Ragno al cinema e l’attesa è sempre di quelle che smuovono la curiosità. Il fantasma di Tobey Maguire è li dietro l’angolo, distante solo pochi anni, ma il volto di Andrew Garfield ispira simpatia e fiducia. E’ emergente, può funzionare.
Sappiamo ormai storicamente chi è Peter Parker e quello del regista Webb è forse meno marcato del solito. Si, è un nerd impacciato e timido con le donne, bersagliato dal bullo di turno e con il complesso dei genitori persi da affrontare. Ma non è una vittima assoluta, ha quel pò di insicurezza che un ragazzo in piena maturità può avere. Spider-Man invece è il suo alter ego, la maschera per lasciarsi momentaneamente alle spalle la sua presunta inutilità verso il prossimo. Parker è intelligente e coraggioso, con qualche gadget tecnologico e con un buon costume (anche un morso di ragno, certo)chissà cosa potrebbe fare! Da qui in avanti è un escalation di stimoli che lo porterà sempre più a confrontarsi con le sue possibilità. Dalla perdita dello zio Ben, alla corsa contro il tempo per fermare il piano terroristico del dottor Connors. Il ritmo è frenetico, le scene d’azione bellissime a vedersi cosi come le scenografie e gli effetti speciali. La stessa Emma Stone è una gioia per gli occhi ma il suo ruolo di “intermediaria” tra il padre poliziotto e l’innamorato Peter/fuorilegge Spider-Man, pecca del giusto peso che dovrebbe avere. Unico difetto rimarcato più volte durante il film, quello di gestire superficialmente alcuni momenti chiave della storia, come il momento del “contagio”, quello della scoperta dei poteri e, più in generale, quello della metamorfosi. Insomma, niente di scandaloso, soprattutto per non avere un film dalla durata improponibile. Dopo un pò di smarrimento iniziale, il film inizia a decollare per non fermarsi più. Un ottimo reboot, divertente, da vedere.

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