Dopo tante indiscrezioni, finalmente il 4 luglio, Spiderman è tornato nei cinema. Nuovo look, nuova storia e nuova regia, sono sostanzialmente i cambiamenti di questo quarto lungometraggio dedicato al super-eroe più irriverente che ci sia. Con il titolo di The Amazing Spiderman, il regista di (500) giorni insieme, Marc Webb, ha ridato nuova linfa alla saga dell’Uomo Ragno, azzerando quanto di bello aveva raccontato Sam Raimi.
Il lungometraggio è essenzialmente bello, non delude le aspettative, anche perché regala la solita dose di risate ed azione, acquisendo un pizzico di mistero che mancava nella trilogia classica, ma il 3D, come è successo per The Avengers, delude profondamente. Il regista dunque prendendo spunto dalla mitologia del fumetto, illustra una vicenda mai raccontata sull’imprese del mitico Spiderman, prendendosi libertà narrative e facendo compiere ai protagonisti molti volti “pindarici”. I 136 minuti della pellicola intrattengono ed emozionano sicuramente, eppure il tanto atteso reebot di Spiderman, non raggiunge in quanto a charme e bellezza il capostipite della saga realizzato dall’intramontabile San Raimi.
In una New York caotica, dark e molto piovosa, il nerd Peter Parker, interpretato da un anonimo Andrew Garfield, dopo che è stato abbandonato dai suoi genitori in tenere età, ora vive con zia Meg e Zio Ben. I due personaggi hanno il volto di Sally Field e Charlie Sheen, che nonostante l’età avanzata, hanno ancora un gran fascino. Quindi il giovane Peter, incuriosito dall’alone di mistero che copre la scomparsa dei genitori, in cantina scopre una vecchia valigia del padre. Dopo alcune ricerche, il ragazzo si reca all’interno della Oscorp, una multinazionale che svolge avanzate ricerche mediche. Peter oltre ad incontrare la dolce Gwen Stacy, troverà anche il dottor Curt Connors, ex collega del padre. Per pura curiosità, Peter si intrufola all’interno della Oscorp, dove viene morso da un ragno geneticamente modificato. Ottenendo grandi capacità, il ragazzo decide di sfruttare questo “potere” per combattere il crimine che dilaga in città, senza rendersi conto che il padre di Gwen, il detective George Stacy ha messo un taglia sul vigilante. Intanto il dottor Curt, coadiuvato da Peter, si inietta un siero non ancora testato sull’essere umano che in poco tempo, lo trasforma in una lucertola gigante. Spiderman entra in azione, anche se debellare la minaccia di Lizard, non è facile come sembra.
Una pellicola quindi che sicuramente non annoierà, eppure ho riscontrato che in questo nuovo cine-comics, i punti deboli vincono sui punti di forza. Ora cercherò di spiegarmi meglio.
Punti di Forza: the Amazing Spiderman ha tutte le caratteristiche di un film prodotto in casa Marvel, anche se in questa pellicola c’è qualcosa in più che lo rende diverso. Oltre ad acquistare una buona dose di comicità, c’è più azione, più mistero e gli effetti speciali sono ancora superiori rispetto ai precedenti capitoli. Il lungometraggio si tinge di un atmosfera dark, e la quasi assenza di una colonna sonora, rende il tutto molto più reale. Parlando poi degli attori, Emma Stone nel ruolo di Gwen, è superba; Sally Field l’indimenticata Nora Walker della serie tv Brothers e Sisters, convince nel ruolo di zia May umana ed affettuosa; il bullo Flash Thompson interpretato dal volto televisivo Chris Zylka, è di una bellezza quasi folgorante. Cattivo e politicamente scorretto, è un vero peccato che non ha avuto più spazio nella vicenda.
Punti Deboli: Con tutte le buone intenzioni, il volto di Andrew Garfield, non convince nei panni di Peter Parker. L’attore nonostante fa acquisire al suo personaggio una dose di inaspettata ilarità, è troppo mono espressivo ed impacciato per essere credibile nella parte. Rispetto al volto carismatico di Tobey Maguire, il nuovo attore accetta fin troppo passivamente il suo destino. Il nuovo avversario, ha stoffa da vendere, ma il suo percorso da bravo dottore a super cattivo, si è sviluppato fin troppo velocemente, facendo perdere un po’ di verve al personaggio. Il film è bello proprio nel suo climax finale, il resto è tutto troppo lento e pieno zeppo di retorica, che rende la pellicola un po’ inconcludente come se girasse a vuoto. E per finire, senza toccare gli effetti speciali, il 3D come al solito si rivela un’altra macchina macina soldi senza che riesca a regalare le emozioni sperate.
Consiglio quindi la visione del film? Si, ma con riserve. Io che ho amato la trilogia di Sam Raimi, sono rimasto un po’ deluso da questo film, eppure forse sarò masochista, voglio dargli una seconda possibilità. Con la notizia che The Amazing Spiderman diventerà una trilogia, visto gli enormi incassi ottenuti, incomincio ad incrociare già da ora le dita, sperando che il secondo capitolo riesce ad emozionarmi di più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film