Uno spiderman così oscuro non lo si era mai visto, e nemmeno una storia così realistica, cruda e diversa non l’avevano mai raccontata. E, d’altronde, la locandina dice non a caso “la storia mai raccontata”. Ed è proprio vero. Un Peter Parker così scanzonato, astuto, playboy, l’avevamo adorato solo sui fumetti e mai sulla pellicola, almeno fino a ora. La storia inizia sulle scale di una casa, dove sta un bambino che fa la conta di nascondino, appena finisce e va a cercare le persone nascoste, si accorge che qualcosa non va, chiama il padre che scopre che qualcosa non va davvero. Prende il bambino, la moglie e li porta dallo zio Ben, dove il bambino starà finchè non crescerà. La storia dopo ciò ormai la conosciamo tutti no? Da un grande potere, derivano grandi responsabilità, ma lo spiderman di questo film è ancora acerbo in questo senso, non totalmente pronto a mettere in atto la lezione dello zio, ancora troppo assetato di vendetta per discernere lo sbagliato dal giusto, tra proteggere gli innocenti e la vendetta. Ma non vi preoccupate, perchè nel corso del film Peter imparerà a mettere davanti alle proprie necessità quelle degli altri, diventando il supereore dai superproblemi che tanto amiamo, ok non sarà una montagna di muscoli come Tobey Meguire nella trilogia di Raimi, ma se la cava abbastanza anche questo, anche se poi il regista e lo sceneggiatore l’avevano detto che volevano mettere sullo schermo uno spiderman più ironico, agile e furtivo piuttosto che uno tutto muscoli. La prova la supera a pieni voti insomma, anche come recitazione. Fenomenale la parte di Martin Sheen, come quella di Andrew Garfield, Emma Stone e Rhys Ifans. Insomma il cast era stellare!
Non voglio fare pronostici sulla saga di Spiderman per gli anni che verranno, come non li ho fatti per quella di Batman, con la quale ha anche qualche particolare in comune mi pare. Penso però che avrà lo stesso (o quasi almeno) successo. Perchè anche mostrano cosa succede se spari a una persona, che quella inevitabilmente muore non torna in vita grazie ad un siero dell’eterna giovinezza. Il film è molto duro e crudo, ti permette di analizzare la realtà sotto diverse forme. Marc Webb ha fatto un ottimo lavoro davvero, come lo fece Crhis Nolan al tempo, e chissà magari tra qualche anno staremo ancora discutendo su chi dei due abbia avuto maggior successo col primo capitolo delle rispettive trilogie.

PS: un pò di tempo fa ho letto un sondaggio sul perchè la gente non va più o quasi al cinema. La risposta ve la do io. Al cinema non sai mai chi puoi incontrare. Può capitarti la gente seria che sta zitta durante il film, oppure la gente balorda e maleducata che durante TUTTO il film si mette a gridare o fare versi sconci. Quindi se magari l’entrata fosse un pò più limitata invece che pensare a spremere soldi a tutti, magari un pò più di gente al cinema ci andrebbe. Grazie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film