Salve amici lettori ed eccovi tornati con la consueta rubrica dedicata alla recensione del film scelto da me per voi, dopo una serie di weekend con film poco esaltanti ho scelto (volentieri) di tuffarmi ancora una volta nell’universo Marvel con The Amazing Spider-Man.

Alla notizia, tempo fa, che la Sony interrompeva il rapporto con Sam Raimi dopo la prima trilogia di Spider-Man per ricominciare da capo, molti (me compreso) si chiesero se alla Sony avessero le rotelle a posto , eppure hanno ricominciato con cast, regia, prospettiva di racconto diversa ed un progetto molto serio.

Scrivendo questa recensione mi rendo conto di andare un pò contro i tanti fan della trilogia di Spider-Man targata Raimi, nonostante sia diventata cult e abbia incassato stramilioni, molti sono stati i difetti, a partire dall’approccio troppo poco serioso passando per la scelta del protagonista “Tobey Maguire” e finendo col regalare solo intrattenimento senza contenuti.

In The Amazing Spider-Man la Sony ha cercato a mio avviso di tappare questi piccoli buchi produttivi con un progetto più chiaro e mirato, ispirandosi a molti altri progetti supereroistici degli ultimi anni.
Christopher Nolan ed il suo Batman Begins ha praticamente cambiato il modo di raccontare i film sui supereroi trasformando una semplice riproposizione di un fumetto in un nuovo genere cinematografico con una sua anima ed un target molto più ampio.

Il nuovo Spider-Man parte proprio dalle origini “Batman Docet” , il regista Marc Webb ha trovato strada facile nel cuore dei fan svelando un punto di vista dell’universo Spider-Man oramai dimenticato, ma realmente affascinante e soprattutto intrigante.
Webb si è affidato ad un terzetto di sceneggiatori (Vanderbilt-Sargent-Kloves) che ha tessuto una trama narrativa molto simile all’anima del fumetto originale non tralasciando i piccoli particolari e lasciando poco o niente al caso.

In questo nuovo reboot vengono abbandonati i “troppi” momenti divertenti della trilogia Raimi per concentrarsi sul rapporto tra Peter Parker ed il segreto nascosto dietro la scomparsa dei suoi genitori, Webb è riuscito non solo a descrivere l’inquietudine del personaggio, ma anche il rapporto con i suoi nuovi poteri e le responsabilità che ne conseguono senza mai (o quasi) rendere Peter Parker scontato.

Il cast ha risposto degnamente alla chiamata superando di gran lunga la qualità espressa da quello impegnato nella trilogia Raimi, anche qui non me ne vogliate; Andrew Garfield è una vera star ed il suo ruolo in The Social Network ne era soltanto una piccola prova.
Nei panni di Spider-Man, Andrew Garfield, convince e soprattutto vince la sfida personale con Tobey Maguire (troppo sopravvalutato per me) , ha del talento il ragazzo e lo dimostra sia nei panni di Peter Parker che in quelli del suo alterego, sapere che lui ci sarà ancora per altri due film è più che una garanzia.

Emma Stone oltre ad essere bella (questo lo si sapeva da tempo) è anche molto talentuosa, finora l’abbiamo vista maggiormente in commedie per ragazzi, ma vederla recitare nel ruolo drammatico in The Help ha soltanto confermato la sua bravura, con il ruolo di Gwen Stacy è riuscita ad esprimere più parti del suo enorme bagaglio artistico.

Il villain di turno (Lizard) è stato interpretato da un sempre bravissimo Rhys Ifans, l’attore inglese non ha nascosto in più occasioni le sue origini teatrali anche se vederlo trasformato in un lucertolone sembra quasi un peccato visto che la sua mimica facciale è uno spettacolo.

Gli effetti speciali di Amazing Spider-Man sono sembrati all’altezza degli ultimi film del genere cinecomics nonostante il budget non sia stato pari a The Avengers, Thor e Captain America per fare qualche nome.
La mia scelta di non partecipare alla visione in 3D, ma alla semplice 2D è stata dettata dalle ultime uscite Marvel, nel particolare Thor e The Avengers hanno avuto uno dei pochi punti deboli proprio l’oscurità delle immagini notturne e sappiamo benissimo che Spider-Man il più delle volte agisce di notte.
Tralasciando l’aspetto tridimensionale, voglio sottolineare la nitidezza di alcune scene classiche con Spider-Man in volo per la città, un vero spettacolo vederlo svettare e piroettare con le sue ragnatele.
Per quanto riguarda gli effetti usati sul personaggio di Lizard si può dare una piena sufficienza agli artisti del CGI, la computer grafica sul lucertolone è sembrata un risultato evoluto del secondo Hulk di Louis Leterrier.

In conclusione mi sento di poter affermare di essermi divertito nel vedere The Amazing Spider-Man, nonostante si trattasse di un azzardo, visto l’amore dei fan per la trilogia precedente, il nuovo Spider-Man credo abbia aperto a nuove strade ed attirato un target più ampio di spettatori, cosa che lo rende un precursore per il futuro dell’universo Spider-Man.

Il mio consiglio è chiaramente positivo, il film non è perfetto, ma Webb, Garfield e company sono sulla buona strada per aumentare ancor di più la qualità di uno dei franchise più amati della storia del cinema recente.

In attesa di avere notizie sul sequel già prenotato per il 2014 da Marvel e Sony vi ricordo di non andar via al termine dei titoli di coda per non perdervi il filmato introduttivo al sequel. (eh eh no spoiler).

Frenck Coppola

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