Ci sono film che scavano fuori tutta l’acidità possibile dai critici e dai cinefili esigenti. Lo fanno perché sostanzialmente non hanno bisogno né degli uni né degli altri: anzi, più se ne stanno alla larga e meglio è per tutti. E’ una posizione chiara che richiama di solito un sentimento uguale e contrario. Sono piccola industria – per quanto piccola riesca a farsi Hollywood -, in pratica sono l’imbottitura dei blockbuster: nascono da un calcolo di marketing come questi ultimi, ma senza ambizioni lunghe, se non quelle di produrre lavoro, di far girare la ruota del settore. A me questi film fanno sempre una certa simpatia, per l’assoluta mancanza di arroganza, specie quando intravedo il tentativo, sempre personale (un regista giovane, uno sceneggiatore incosciente) di trasformare l’omologazione che fa da punto di partenza, in un’idea, anche piccola.

Mi sembra il caso di The Last Exorcism 2 (diventato in Italia The Last Exorcism – Liberaci dal male), film di cui si sente dire fin troppo male in giro. E’ il sequel del mockumentary sugli esorcismi prodotto da Eli Roth nel 2010, ed esiste solo perché quel film ebbe un successo superiore alle aspettative, cioè rientrò dei costi. Non ha del primo episodio nemmeno la spinta modaiola del point of view, abbandonato in partenza in favore di una fiction classica, e arriva in coda a un migliaio di film sul tema (tra l’altro in uscita c’è pure il pezzo grosso The Conjuring, produzione Warner e regia di James Wan).

Viste le premesse verrebbe voglia di andare tutti a casa. E invece lo sceneggiatore-regista Ed Gass-Donnelly, uno che viene da un film senz’altro buono come Small Town Murder Song, ci prova anche a inventarsi qualcosa. Nell (ancora Ashley Bell), dopo i riti a cui ha preso parte nel primo film, viene curata e portata in una comunità di recupero per giovani disadattate, dove però ricominciano i fenomeni paranormali: il demonio le parla attraverso i ricordi, i sogni, la radio, la TV. Sostanzialmente, vuole rientrare da dove è uscito. La trovata, doppia, è che si presenta sempre con il volto dei cari della ragazza (il fidanzato, il papà, lei stessa), e soprattutto che l’assedio è più che altro un corteggiamento: perde in minaccia, e guadagna in romanticismo (!). E’ un tentativo onorevole, in un settore sfondato dal sovraffollamento. E poi è condotto bene: il finale è la cosa migliore del film, c’è perfino della malinconia.
Il guaio, al limite, è un altro: The Last Exorcism – Liberaci dal male spaventa poco, e nemmeno tanto spesso.

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Mi piace
Il tentativo di fare un film di esorcismi con un’impostazione “sentimentale”: bizzarro, ma originale

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E’ comunque una cosa piccola, che spaventa poco

Consigliato a chi
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Voto: 3/5

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