RECENSIONE MAX 290 PAROLE

Le luci si sono abbassate in sala,sul grande schermo solo la scritta che annuncia l’alba spezzata.
Bill Condon ci da tutto quello che abbiamo sempre voluto.
Sentiamo sulla nostra pelle il legame indissolubile che la Meyer definisce“ l’amore dell’esistenza”.
Bella cammina terrorizzata nel magnifico giardino dai fiori bianchi.Vediamo tutto il suo amore,il suo essere un’imbranata colossale, la nostra eroina.
Non possiamo che pensare che ne è valsa la pena…per lei sfiorare la morte decine di volte pur di averlo,per noi,leggere e soffrire con loro,pur di vederli insieme.
Ogni sacrificio è ricompensato da quel momento. E non è abbastanza?
Veniamo catapultati a Rio e vibriamo nell’attesa di quel primo contatto che sa di due corpi che si vogliono da troppo, che sa di paura e timore della morte.
Vediamo la nostra Bella trasformarsi,deturparsi. Percepiamo il nostro moderno “Romeo” lacerato per il dolore.
E’tutto crudo e atroce.Quando la nostra protagonista chiude gli occhi, noi piangiamo con Edward e lo vediamo accanirsi sul corpo.Non ci arrendiamo all’evidenza e tutto è immobile.
Finalmente ogni cosa è come l’avevamo immaginata.
Davanti ai nostri occhi ci sono i nostri “Bella ed Edward”.Si vanno a sostituire con ferocia a quell’immagine che anni fa ci eravamo costruiti nella nostra mente, mentre sorpresi e affascinati, stringevamo i libri dalla copertina ormai malridotta.
Bella rivive a ritroso tutti i momenti che hanno segnato questi quattro capitoli e noi sentiamo vibrare l’anima.
L’immagini di Twilight,del loro primo incontro,di Edward che entra a mensa, ci fa ripensare a tutto quello che sono stati, a quanto terribilmente si siano amati, a quanto noi li abbiamo dentro di noi.
“Ti ho amato per mille anni, ti amerò altri mille” canta Christina Perri,mentre usciamo dalla sala.
Per noi fan,è un’alba assolutamente perfetta.

Antonella

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