Sentimento. Contrastante ma sentimento.
Il sentimento è inscindibile da “Twilight” tanto quanto il marchio, i fan e tutto il baraccone.
In questo ultimo capitolo la regola non cambia. Nonostante le ormai arcinote pecche di una sceneggiatura a formato “Mondo di Patty” (Bella devi viere…ok???), e di alcune inquadrature incentrate su pettorali extra-large del tutto inutili.
Rimane un sentimento d’affetto, di familiarità forse. Più volte durante le pellicola ci si trova a mordicchiarsi il labbro, a sorridere coi protagonisti e a pensare che in fondo se sono viste parecchie insieme.
“Breaking Dawn” non rivoluzionerà il cinema, tuttavia, rimarrà sempre in un pezzettino (chissà quale e quanto grosso) del nostro cuore da inguaribili Peter Pan.
Menzione speciale per le scene degli scacchi e per il flash back finale.
Soundtrack da urlo.
Voto 6 1/2

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