“Uhm…sono perplessa, dovrò riguardarlo”. Queste sono state le prime parole che ho pronunciato, con volto accigliato e picchiettandomi il mento con l’indice, come se fossi uno spietato critico, mentre scorrevano sullo schermo i titoli di coda di Breaking Dawn parte 1. Immobile sulla sedia, guardando lo schermo ormai spento, con un certo disappunto, continuavo a ripetere sempre le stesse parole, sembravo caduta in stato di shock come Edward quando scopre che Bella è incinta! Non è che Breaking Dawn non mi sia piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire come credevo. Ci sono state scene esilaranti come i discorsi di amici e parenti al matrimonio, e altre a dir poco perfette come quella in cui Edward legge i pensieri del bambino che Bella porta in grembo. Ho sempre cercato di non paragonare i films ai libri dai quali sono stati tratti, ma questa volta non ci sono riuscita. Tuttavia bisogna dire che il libro lascia molto spazio all’immaginazione, è il più soggettivo della saga, non si ha mai il quadro completo della storia ma la vediamo sempre filtrata dagli occhi e dalle emozioni prima di Bella e poi di Jacob. Ognuno di noi ha immaginato il matrimonio, la luna di miele (durante la quale mi è sembrato di vedere un cameraman!), il dialogo tra i lupi (nel film faceva molto “Desideria e l’anello del drago” e non è un commento positivo!) e l’imprinting in modo diverso…diciamo che il mio modo di immaginare il tutto non era esattamente come quello del regista Bill Condon. E poi la fine del film faceva molto Avatar! Una cosa l’ho trovata fantastica: Edward che prepara le valige in un secondo…magari avere un ragazzo così!

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