Lasciate ogni speranza o voi che entrate (al cinema). Eh sì. Si potrebbe iniziare così per parlare di quello che è l’ultimo film della Twilight Saga. Ma forse urge una spiegazione a questa frase prestatami da Dante! La speranza di cui parlo è quella di tutti coloro che erano già pronti a criticare Breaking Dawn Parte 2 solo dopo l’uscita a raffica di trailer, foto e clip di questi mesi. La speranza di chi pensava di assistere a due ore di uno spettacolo che di sorprendente non ha nulla, da molti giudicato superficiale e scialbo è stata vana. Bill Condon invece è riuscito a condensare tutto il bello della Saga: l’amore in tutte le sue forme, che si tratti di due moderni Romeo e Giulietta (e a proposito credo che ormai Edward e Bella non siano più da accostare agli amanti di Verona, ma costituiscano un paradigma tutto loro), o di una famiglia che ricorda tanto da vicino le nostre, (se non fosse per l’aspetto emaciato e le risorse finanziarie che oggigiorno sembrano contare più di ogni altra cosa) dove ogni membro si distingue per la sua personalità o dono che sia (Alice la veggente, o il fratello che sa tutto di Tolkien per noi comuni mortali); e poi gli amici, quello strano gruppo di persone (o lupi che dir si voglia) a metà strada tra un’anima gemella e genitori amorevoli che ti perdonano tutto. Ma il lato romantico, qui dosato benissimo e senza il rischio di provocare carie a tutti gli spettatori lascia il posto a humour e divertimento; solo per citarne una: ad un certo punto Edward si fa da parte per lasciare che sia qualcun altro a sperimentare il potere di Kate di tramortire con un semplice tocco delle dita. O ancora, le battute di Emmet, Jacob che imita i vampiri romeni, Garrett, uno dei nuovi personaggi, tanto carismatico da rubare la scena anche ai tre protagonisti. Ma per farci ancora del male, o meglio per essere ancora e un’ultima volta sdolcinati che dire della piccola Nessie, pardon Renesmee? Mackenzie Foy, l’attrice che interpreta la figlia metà umana e metà vampira di Edward e Bella se la cava alla grande, così come la sua madre cinematografica Bella. Per quattro film ragazza un po’ imbranata e goffa e poi fiore che sboccia, vampira dotata di forza e senso del sacrificio (è disposta a separarsi dalla figlia solo per saperla al sicuro, anche se lontano da lei), vera eroina di quest’ultimo film. Pattinson…mi è difficile parlare di lui, perché la stima nei suoi confronti a detta di molti è scambiata per ormoni in subbuglio per un bel faccino! Se invece non lo si considera un granchè come attore allora l’universo è in equilibrio (sempre secondo quei “molti”). Io credo che nell’arco dei cinque film lui sia migliorato, sia cresciuto come attore e poi scusate l’analisi da due soldi, ma ci dovranno pur essere loci in comune nei cinque film, interpreta sempre Edward Cullen dopo tutto, quindi muso corrucciato nei momenti bui e sorriso sghembo a gogo! E poi lasciatemi menzionare il grande Michael Sheen che con la sua risatina da pazzo mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena. E’ lui il miglior villain della serie: sempre pacato e tranquillo, raffinato italiano di antica data, ma crudele e pronto alla battaglia per paura che qualcuno possa usurpare il suo trono!
Dagli elementi animati a quella che è un’altra parte importantissima del cinema: la cornice. E qui parlo di paesaggi dalle montagne innevate agli interni delle proprietà Cullen; e ancora la fotografia, firma delle grandi personalità di cui si è circondato Condon, senza dimenticare la colonna sonora, accattivante e molto stile Twilight (e se non sapete cos’è lo stile Twilight rivedetevi tutti i film).
E per chi anche dopo questa recensione pensasse che finalmente è finito, mai più film della Saga, rispondo così: non è la FINE. È PER SEMPRE.

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