Non starò qui a dilungarmi su come Shyamalan sia passato da promesso futuro Spielbergh di epoca Sesto Senso a sfornare film indifendibili; una cosa però è certa: la cura dimagrante del budget gli ha fatto benissimo.

Con incassi che coprono decine di volte la cifra investita, The Visit è un horror che fa della tecnica il suo maggior punto di forza: a partire del tanto odiato found footage, con cui il regista gioca in modo davvero abile, ma soprattutto lo rende giustificato e mai pretestuoso, dandogli una dignità e un fine

Non meno importante, Shyamalan gioca anche con i clichè, i nostri preconcetti maturati da anni e anni di horror; tentare di capire davvero cosa sta succedendo è semplicemente inutile, soprattutto con una nonnina simile, che vi manderà inevitabilemente fuori pista più volte, con momenti horror che a volte si risolvono in un nulla di fatto, ma restando dannatamente efficaci. Il twist ovviamente arriverà, ma a differenze del passato, è coerente e non il centro di tutto il film.

A supporto di un’esecuzione pulita ed efficace, vi è un cast sconosciuto ma davvero in gamba; degli anziani è la nonna a rubare la scena, mentre i due ragazzini sono entrambi capaci. Se pensate che il fratello minore sia lo stupidotto della coppia, aspettate di vedere la sua analisi comportamentale della sorella… davvero niente male.

Quello che forse stona davvero in the Visit, dopo un finale funzionale seppur dallo svolgimento un po’ sbrigativo, è la classica morale inserita a forza. In ogni caso, consigliatissimo!

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