Cosa puoi aspettarti da un film come “Thor”? sicuramente azione, tanta, accompagnata da una impronta epica, un respiro epico che sappia strappare lo spettatore dalla poltroncina per farlo atterrare sul mantello rosso del possente protagonista.
Logico anche attendersi una ben oliata e psicologicamente approfondita alchimia tra i personaggi e le loro differenti realtà; una famiglia “reale” con le conseguenti diatribe e gelosie tra fratelli in confronto ad un padre all’apparenza inarrivabile per maestria e saggezza.
Mi aspetterei anche una regia che sappia equiparare, a suo modo, la maestosità della città di Asgard con la “banalità” del New Mexico anche se poi, dando uno sguardo veloce al nome del regista ( il caro shakespeariano Branagh) tutte le mie premesse paiono abbastanza pretenziose.
I 130 minuti di pellicola passano, un po’ a singhiozzo ma passano, e quello che resta uscendo dalla sala è un senso di incompletezza, un retrogusto amaro per una pellicola che non convince fino in fondo.
Apprezzabile l’uso degli effetti visivi, la città di Asgard e la computer grafica applicata nei combattimenti convincono e sanno a loro modo emozionare lo spettatore, il cast arriva alla sufficienza stiracchiata eccezion fatta per un possente Hopkins (una certezza, come sempre) ed un sorprendente Hiddleston.
Hemsworth è bravo ad usare i muscoli ma non riesce a conferire al suo personaggio la giusta dose di “epicità” rimanendo così un bonaccione grande e grosso senza fare scattare l’alchimia con il pubblico; la bella Natalie Portman sembra fuori ruolo, piatta e senza arrivare, nella comunque lunga pellicola, a dare spessore al suo personaggio.
La regia è spaccata a metà: la parte fantastica, quella del mito, degli Dei di Asgard è perfettamente confezionata e riesce ad emozionare appieno lo spettatore; sarà anche merito del passato del regista, delle sue precedenti lavorazioni che questo accade, per fortuna, riuscendo a portare il film a livelli importanti per emozioni e qualità visiva.
Ciò che fa storcere il naso, che lascia il precedentemente citato retrogusto amaro, è la parte terrestre della vicenda; una regia banale, piatta e senza particolari guizzi registici mette alle corde il film.
Si ha la brutta sensazione di volere vedere terminare in fretta le ambientazioni sulla terra per ritornare, e di corsa, al magnifico regno di Asgard.
Quando la storia si sposta nel New Mexico assume un tono troppo scanzonato e noioso, si abbassano toni e qualità a discapito di non si sa bene cosa, forse il timore del blockbuster o un regista non all’altezza?
Infine la sceneggiatura, un po’ sfilacciata e sbrigativa (soprattutto nel finale) rende vane anche le belle sequenze Asgardiane lasciando il film in un limbo di incompiutezza.
Il 3D non merita menzione se non che, e questa ne è l’ennesima conferma, sia una tecnica ancora mal utilizzata “buona” soltanto a rendere più cupa e meno “comoda” la visione di una qualsiasi pellicola (eccezion fatta per Avatar e Tron Legacy).
Thor è un film che poteva essere approfondito meglio, girato meglio e con potenzialità elevatissime (non dimentichiamo che è l’unico fumetto Marvel che chiama in causa la magia e gli Dei) invece, aimè, risulta un prodotto buono a metà, che non convince fino in fondo e lascia lo spettatore insoddisfatto.

Peccato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film