Dal primordiale Assalto al treno (il film del 1903 di Edwin S. Porter, pioniere del montaggio cinematografico) al super glam Ocean’s Eleven, le rapine hanno sempre affascinato il cinema, che le ha rese protagoniste di pellicole divenute dei veri e propri cult di genere, dal western fino alla commedia, che ne ha sdoganato e parodiato i meccanismi, regalandoci capolavori come Prendi i soldi e scappa o I soliti ignoti.
Tower Heist è l’ultimo figlio di questo filone comico. E senza alcuna pretesa di passare alla storia, farà quantomeno trascorrere un paio d’ore piacevoli agli spettatori che sceglieranno di vederlo. Merito specialmente dell’improbabile banda messa insieme dal regista Brett Ratner e capeggiata da un eroico Ben Stiller, che tuttavia lascia ampio spazio ai suoi comprimari.
A cominciare da Eddie Murphy, che sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi d’oro, dopo i vari dottor Dolittle e Professore Matto. L’attore interpreta un criminale ingaggiato da un gruppo di impiegati truffati dal proprio datore di lavoro, Arthur Shaw (Alan Alda), che vogliono derubarlo per vendetta, ma hanno bisogno di una guida. Il loro carnefice è agli arresti domiciliari proprio nell’attico della Torre dove tutti lavorano. Nella sua prigione dorata, Shaw custodisce l’unico tesoro scampato al vigile occhio dell’FBI: un bottino che potrebbe risarcire i suoi dipendenti truffati.
A dare un’involontaria mano al gruppo di ladri improvvisati sarà l’agente speciale Claire Denham (Téa Leoni), che merita una menzione particolare per la buffa scena in cui si ubriaca al bar con Stiller.
Il film si snoda tra dialoghi serrati, che sottolineano l’inadeguatezza al crimine dei protagonisti puntando su semplici ma buffi paradossi, e piccoli colpi di scena.
L’apice del climax si raggiunge nelle sequenze del furto alla Torre, con acrobatiche trovate che terranno con il fiato sospeso e in cui spiccano per una comicità fuori dagli schemi la sfacciata cameriera Gabourey Sidibe (che dopo la drammatica prova di Precious rivela un’innata verve comica) e l’imbranato ex di Wall Street Matthew Broderick.

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Mi piace
La comicità fuori dagli schemi di Matthew Broderick e Gabourey Sidibe.

Non mi piace
Il potenziale del personaggio di Téa Leoni, protagonista di una buffa scena in cui si ubriaca al bar con Stiller, viene sfruttato pochissimo.

Consigliato a chi
A chi vuole tornare finalmente a ridere con Eddie Murphy, che sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi d’oro.

Voto
3/5

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