Esilarante, autoironico, spettacolare. E con un pizzico di rallenty autocelebrativo. Questo è “Transformers 3”, il migliore della serie, come non succede mai (“Rocky I” docet). La magnificenza di questo film risiede negli effetti speciali realistici, ma non solo. Shia LaBeouf si è calato perfettamente nel personaggio, rendendolo molto credibile e sfoderando una vena comica spontanea ed efficace (le sue crisi isteriche meritano una laurea honoris causa). E l’accoppiata John Malkovich/John Turturro? Una gioia per i nostri neurotrasmettitori. La colonna sonora, poi, è ben calibrata: l’alternanza di scene in cui essa è presente o assente alleggeriscono di molto la “pesantezza” dovuta al 3d. Una menzione particolare va ai dialoghi e, soprattutto, ai nostri doppiatori: non ci hanno fatto rimpiangere neanche per un attimo la lingua originale. Diciamo però che, nel complesso, togliamo un mezzo punto per le eccessive inquadrature sul fondoschiena della Huntington-Whiteley, un po’ troppo alla “Fast&Furious” per i miei gusti. Ma un dubbio resta: la povera Megan Fox, alias Mikaela, si sarà salvata oppure avrà fatto l’orribile fine delle ex? Voto 9,5.

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