Certe volte si sceglie di adattare per il grande schermo romanzi molto complessi, la cui vicenda è scandita con un ritmo a “scatole cinesi” e questo complica molto la realizzazione sullo schermo di alcuni best-sellers, tra questi romanzi rientra quello di Pascal Mercier, “Treno di notte per Lisbona”. Ma il coraggioso regista danese Bill August, autore di bellissimi film, come solo per citarne alcuni “La casa degli spiriti” e “I miserabili” del lontano 1998, ha deciso di compiere questa impresa riunendo un cast stellare e ben assortito, chiamando a se un gruppo di attori formato da volti molto noti e altri un po’ meno, ma tutti hanno recitato alla perfezione.

La pellicola ha per protagonista il solitario professore di latino, Raimund Gregorius, magistralmente interpretato dall’eccezionale e poliedrico Jeremy Irons, attore feticcio di August, che una mattina piovosa, mentre egli si reca a scuola salva la vita di una ragazza con un cappotto rosso dal tentativo di suicidio, ma la donna prima di scomparire lascia nelle braccia del professore il suo giubbotto, al cui interno è nascosto un libro, e un biglietto per il treno che parte da Berna a Lisbona. Quasi d’impulso Raimund decide di salire sul treno, iniziando a leggere quel romanzo, dal quale rimane totalmente stregato. Deciso a capire cosa potesse collegare una giovane donna e uno scrittore vissuto ai tempi della Spagna franchista, decide di capire e conoscere chi fosse l’autore del romanzo e così inizia ad indagare sulla sua vita, attraverso numerosi incontri con amici, parenti e amori di gioventù.

August sceglie la via del melodramma avventuroso per narrare la storia di Amadeu de Prado ai tempi degli anni ’20, dirigendo con grazia e stile, e orchestrando ottimamente un cast composto da Jeremy Irons, la giovane, bella e talentuosa Mélanie Laurent, Charlotte Rampling, Christopher Lee e altri attori che seppur non molto noti hanno saputo ben tenere testa a questi grandi attori. A supportare il tutto c’è dietro una solida e buona sceneggiatura, delle accuratissime scenografie e una ottima colonna sonora. Nonostate qualche volta il regista si perde nell’enfasi, il film è più che gradevole, un dramma/thriller davvero ben costruito che intrattiene con garbo e con molto stile, facendo trascorrere due ottime due ore.

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