Con Tutto tutto niente niente” Antonio Albanese si fa in tre. Obiettivo? Un felice Natale per spettatori e box office.

In Italia non c’è niente di più classico in chiave commedia del “battere il ferro finchè caldo”. E così dopo lo straordinario successo di Qualunquemente, il ferro di Cetto La Qualunque era ancora caldissimo, impossibile da non sfruttare. Il duo d’oro Albanese-Manfredonia torna con il suo bagaglio carico di comicità satirica. A dar man forte “scendono in campo” ( è proprio il caso di dirlo visto il contesto) anche Rodolfo Favaretto e Frengo Stoppato. Se il primo è un nuovo personaggio di professione secessionista con qualche punto in comune con il mitico Ivo Perego, il secondo deve la propria fama ai tempi d’oro di Mai dire Gol. Sono personaggi folli, caratteri instabili, con ideali personali discutibili, che vengono catapultati nel parlamento farsesco di Manfredonia, direttamente attaccati ai fili di un sottosegretario burattinaio, dal look eccentrico (un Bentivoglio simpaticamente prestatosi al ruolo). Conseguenza? Se il clima politico era già difficile prima, vedremo, sempre satiricamente, che a tutto esiste un limite.

Ne esce una storia ai limiti del surreale che tocca i temi d’attualità più disparati. Razzismo, corruzione, religione, brogli elettorali e quant’altro, che hanno come comune denominatore il sopracitato mondo politico immaginario del regista. Tra sfide di ping pong, gare di rubandiera, picnic nei prati e altre attività ricreative, il ritratto del deputato sfocia in una satira pesante senza però risaltare sulla verve comica della pellicola. In questo contesto, i nostri personaggi, entrano a pennello. C’è chi cerca la beatificazione da vivo, chi cerca di mettere in atto un colpo di stato e chi entra in crisi mistica con la propria personalità. W la bella vita! In cambio? Qualche voto pilotato ogni tanto. Ma anche secondo Manfredonia, ripetiamo, a tutto c’è un limite e il fragile “equilibrio” politico viene pericolosamente minacciato da queste tre schegge impazzite.

Natale fa rima con tradizione, panettone, cinema, commedia e tante risate. “Tutto tutto niente niente” ha ben poco di natalizio. A fine spettacolo ci si sarà fatti certamente qualche risata ma alla distanza il pensiero che il film poteva offrire qualcosa di più emerge, ed è solo li che si avverte il messaggio critico della pellicola. Cetto La Qualunque è il timoniere incontrastato di questo film, ovvio che le maggiori attenzioni passino dal suo episodio. Negli altri due, un naturale gradino in meno, emerge la solita bravura di Albanese, attore polivalente capace di trasformarsi completamente in personalità diverse.

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