Adattare un’opera letterale sul grande schermo non è certamente un’impresa agevole, anche se film come “Venuto al mondo” dimostrano che si ottiene spesso un risultato più che gradevole, basata su una sceneggiatura possente e profonda che riesce a trasportare le emozioni delle pagine del libro alla macchina da presa. Poteva essere il caso di “Two mothers” data la regista Anne Fontaine (Choco Avant Chanel; Nathalie; Il mio migliore incubo!) e lo sceneggiatore Christopher Hampton (Espiazione; A Dangerous method; Cherì; Choco Avant Chanel; Le relazioni pericolose; Mary Reilly) entrambi particolarmente attratti da soggetti strani e poco comuni, quindi quale progetto migliore della rappresentazione cinematografica de “Le nonne” di Doris Lessing?

La storia ha per protagoniste due inseparabili amiche fin dall’infanzia Liz (Robin Wright) e Roz (Naomi Watts) vivono a stretto contatto tra di loro, con i rispettivi figli maschi stretti amici e compagni d’avventure fin dalla nascita. Durante un periodo di isolamento delle coppie, i figli si innamorano delle madri dell’altro, e questi desideri sfoceranno ben presto in morbose relazione passionali, le quali proseguiranno per un po’ di tempo nonostante le due donne cerchino di reprimerle, che saranno interrotte solo con la crescita dei ragazzi, che sembra porre fine a queste relazioni, ma la situazione sarà effimera.

La trama non era di certo facile e richiedeva grandi doti da parte della regista e dallo sceneggiatore che potevano realizzare una riflessione sull’animo femminile, e nonostante i presupposti c’erano “Two mothers” è un film che delude, perché è lento, caotico nella narrazione, piatto e superficiale, la sceneggiatura non coinvolge e non attira lo spettatore al quale cala spesso l’interesse per il film, e nonostante le suggestive ambientazioni, la fotografia e la regia ricercata il film si salva veramente per le doti dei protagonisti, sia dei ragazzi che delle madri, anche se spesso la Watts è poco credibile e fuori ruolo, lasciando reggere tutto il peso del film alla talentuosissima Robin Wright. Questa pellicola è un’occasione sprecata perché si poteva essere realizzato un gran bel film.
Voto finale: 6 – – .

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