Come dare torto al buon Todd Phillips che, visti i pazzeschi incassi del primo capitolo, per quanto uscito molto in sordina e figlio dei passa parola più entusiastici per brillantezza ed ignoranza, ci ripropone in questo secondo capitolo la stessa vicenda cambiando location (una Bangkok non del tutto giustificabile) e pompando ancora di più sul grottesco e sul demenziale.
D’altronde se il primo percorso aveva portato al successo perchè cambiare qualcosa (anche solo un pò la sceneggiatura!!) in questa nuova avventura demenziale? il Dio denaro chiama, la fantasia risponde e si mette in disparte.
In questa pellicola si (sor)ride (e se non lo farete voi sarete spinti a farlo dalle sguaiate risate dell’intera sala, fidatevi) e le situazioni imbarazzanti-ridicole si susseguono senza tregua ma aimè sa tutto (troppo) di già visto.
Il cast è all’altezza, nulla da dire, ed offre (grazie al loro affiatamento ed al monumentale Zach Galifianakis) 100 minuti leggeri leggeri senza però graffiare in profondità come il primo capitolo.
Fare di più mantenendo le stesse regole era difficile, si sarebbe rischiato (come un pò accade anche in questo) di esageare fin troppo le vicende arrivando a delle situazioni fin troppo eccessive quindi, tirando le somme, merita la visione anche questa nuova (e non ultima) avventura di beoti in Tailandia ma non aspettatevi troppo, la benzia comincia a scarseggiare ed urgono idee nuove onde evitare (concedetemi il paragone) filoni cinepanettoniani (stessa trama, stesso cast…stesse cose da 20 anni!).

Déjà vu.

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