Rischia di restare  imbottigliato nel traffico cinematografico del Natale Vita di Pi, tra il fantasy di lusso del Signore degli Anelli, il demenziale per teenager dei Soliti Idioti, l’animazione per famiglie di Ralph Spaccatutto e la confortante consuetudine della commedia all’italiana. E sarebbe un peccato, perché il film di Ang Lee è senz’altro il più interessante tra tutti i titoli in arrivo per le feste.

Tratto dal best seller di Yann Martel, Vita di Pi è un racconto di formazione d’ambientazione esotica, originale e intelligente: racconta la vita di “Piscine” – nome scelto dallo zio nuotatore, da leggersi alla francese -, divenuto “Pi” (greco, numero infinito per antonomasia) di propria iniziativa, per sfuggire agli scherzi dei compagni di classe. Figlio del proprietario di uno zoo di Pondicherry, in India, Pi è fin da piccolo affascinato dalle religioni: tutte quante. Al contempo induista, cattolico e musulmano, il giovane Pi mischia il proprio istintivo misticismo con il razionalismo, e l’amore per scienza e tecnica, del padre. Sono le due facce di un’unica medaglia: una medaglia che il ragazzo si trova a dover spendere quando – in seguito a una tempesta sull’oceano – la nave che sta trasportando lui, la sua famiglia e gli animali dello zoo verso l’Europa, affonda. Unico superstite, Pi si ritrova alla deriva su una scialuppa, in balia dei flutti e in compagnia di una tigre. Per sopravvivere dovrà mettere assieme la sua esperienza con gli animali, la sua dimestichezza con nodi e vele, e la sua percezione spirituale del mondo.

Le qualità del film sono molte. C’è il piacere del racconto d’avventura che si mischia con naturalezza con l’elemento fantasy, che a sua volta rivela pian piano il senso e il valore di una grande allegoria. A questo piano ben congegnato va sommata l’efficacia di una realizzazione tecnica strepitosa: gli effetti speciali sono impeccabili sia quando devono rendere invisibile la linea di demarcazione tra reale e digitale (la tigre in certi casi era sul set, in altri è stata ricreata da zero), sia quando hanno la funzione di mettere in scena il Meraviglioso, lo stupore di Pi di fronte al Creato. E pure il 3D, luminoso e definito, è valorizzato da una regia che propone nella maggior parte delle inquadrature differenti piani di profondità e attenzione.
Un bellissimo film per ragazzi, come non se ne vedevano da tempo, sperando esistano ancora ragazzi interessati a questo genere di film, alieno alle mode e ai vezzi nerd-centrici del momento.

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Mi piace
Una bella storia, splendidamente realizzata, con molteplici piani di lettura

Non mi piace
La narrazione è irregolare: molto espansa nelle prime due parti, striminzita nel terzo atto, che si conclude in modo fin troppo brusco

Consigliato a chi
È in cerca di un bel film per ragazzi, lontano dalle mode cinematografiche del momento

Voto: 4/5

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