Non dev’essere stato semplice, per Duncan Jones, tuffarsi in una produzione come quella di Warcraft. Lui, che ha esordito alla regia con uno sci-fi indipendente e squisitamente artigianale come Moon per continuare con un altro sci-fi low-budget – seppur con un taglio più mainstream – quale Source Code, rischiava di finire triturato da una macchina ben più grande di lui. La sensazione, dopo aver visto il fantasy tratto dall’omonima saga videoludica, è che il regista abbia sì in parte smarrito il suo stile, ma senza bruciarsi le chance di essere l’uomo giusto per un progetto imponente per realizzazione e ambizioni.

Ciò che abbiamo per le mani è il capitolo introduttivo di quello che vuole imporsi come un nuovo franchise fantasy di successo. Dalla sua, ha tutti gli ingredienti che servono: uomini, orchi, nani, grifoni, lupi giganti, maghi e stregoni. E un portale che collega due mondi. Aggiungeteci panoramiche sempre suggestive e l’abbandono a certe atmosfere dark e crepuscolari, sostituite da giochi di luce più solari, e avrete un film con una propria ricerca stilistica e un’apprezzabile originalità visiva, che si estende sino al campo di battaglia con sequenze mai confusionarie. Sono tutte buone scelte per crearsi un’identità e non fare affidamento esclusivo sui topoi di Signore degli Anelli e Trono di Spade. In più, dal punto di vista narrativo, è interessante l’idea di mettere al centro l’incontro/scontro tra due civiltà come umani e orchi, sottolineandone le differenze e i punti di contatto, questi ultimi racchiusi nell’importanza dei valori famigliari, che poi nutrono i momenti più drammatici del blockbuster.

In mezzo a quella quantità di creature ed effetti speciali in CGI, i personaggi – umani e non – purtroppo non vengono approfonditi come meriterebbero risultando un po’ piatti e monodirezionali: l’evoluzione, ossia il percorso che porta l’eroe (o gli eroi) a cambiare nel corso della storia, non si percepisce. D’altronde sono anche le esigenze delle nuove regole della serialità cinematografica, che costringe a rimandare al futuro, a nuovi episodi, ulteriori approfondimenti o spiegazioni.

In un panorama che al cinema è sottotono da un po’ di anni ormai, Warcraft ha tutte le basi per dire la sua, forte anche della matrice narrativa del gioco, piuttosto semplice e quindi disponibile a imboccare molteplici direzioni, che contribuiscano a definire l’identikit cinematografico del brand.

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Mi piace:
Il design, le scene di guerra e il confronto/scontro tra orchi e umani

Non mi piace:
I protagonisti potevano avere una caratterizzazione più profonda. E qualche incongruenza di troppo nella sceneggiatura.

Consigliato a chi:
Cerca un fantasy che abbia tutti gli ingredienti per offrire l’intrattenimento giusto.

Voto: 3/5

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