Il 3D ha riportato migliaia di italiani nelle sale cinematografiche, innescato veri fenomeni mediatici e un vivace interesse. Ora arriva tra le mura domestiche. Vi proponiamo un viaggio a 360°, tra, storia, ultime tappe, punti di vista e prodotti. Lo speciale è stato pubblicato sul numero di maggio 2010 di TRADE CONSUMER ELECTRONICS, mensile specializzato di Editoriale Duesse.

(Segue da) Nel mercato Hi-Tech, negli ultimi anni, sono stati relativamente pochi gli esempi di prodotti 3D; solo qualche sistema per la visione di videogiochi e poi la meteora, nel 1992, di un obiettivo universale – denominato Q-DOS – proposto da Fowa, con il marchio Vivitar, che permetteva di rendere qualsiasi fotocamera reflex a pellicola, capace di realizzare foto 3D con un solo scatto. Ma attenzione nel futuro la fantascienza sarà realtà. Chi può dire di non aver mai sentito nominare il “ponte ologrammi” della nave spaziale Enterprise comandata dal capitano J.T. Kirk della nota serie televisiva degli anni ’60 – Star Trek – e della saga di pellicole cinematografiche che l’hanno seguita? Una stanza in cui il computer di bordo dava l’illusione di vivere in ambienti ricreati alla perfezione, seppur inesistenti. Oggi la Ideo Labs ha mostrato un prodotto che si può considerare l’embrione del ponte ologrammi citato nella serie di Star Trek. Si tratta infatti di una stanza a forma di cubo – denominata iCube – le cui pareti e il pavimento sono in realtà degli schermi, o meglio, sono illuminati da una serie di videopriettori stereoscopici. Quando si entra nella stanza, indossando un normale paio di occhialini 3D, del tutto uguali a quelli utilizzati dai televisori 3D oggi in commercio, ci si può immergere in mondi e situazioni inesistenti ma ricreati in tempo reale, con immagini che cambiano di prospettiva compatibilmente con i movimenti eseguiti da chi cammina nella stanza, in modo da rendere l’esperienza ancora più coinvolgente ed immersiva, sia che si stia raffigurando una passeggiata in una foresta tropicale, sia che si tratti di un’escursione su un improbabile suolo marziano. Unico aspetto negativo è l’investimento necessario per dotarsi di una simile apparecchiatura: circa 500.000 dollari, ma gli stessi progettisti sono fiduciosi che si abbasserà velocemente non appena la tecnologia utilizzata diverrà di uso più comune anche in altri settori. Tornando ad aspetti più concreti, è presumibile che i prodotti 3D di generazione futura siano fruibili senza l’utilizzo di occhialini. Si parla però di qualche anno ancora di sviluppo. Diversi produttori hanno annunciato alcuni prototipi che sfruttano la parallasse per fornire ad ogni occhio l’immagine corretta. E Fujifilm ha già messo sul mercato una fotocamera in grado di fotografare e far rivedere su schermo le immagini in 3D senza occhiali, anzi estendendo questa possibilità anche a una cornice digitale e addirittura alla stampa su carta. Sharp ha presentato recentemente dei sample di smartphone touchscreen 3D. Anche il nuovo DS di Nintendo è in grado di riprodurre videogame e film senza l’uso di occhialini, mentre Toshiba ha annunciato l’arrivo di Tv 3D senza occhiali… Il futuro è quindi già qui.

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Leggi il nostro speciale:

3D, la storia in pillole: Dagli esperimenti degli anni Quaranta alla nouvelle vague di Polar Express e Avatar. Un viaggio nella terza dimensione, tra chicche, cult e curiosità e clip da gustare in vero 3D!

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